Dove si usa una porta tagliafuoco vetrata
Il vetro si sceglie quando un passaggio va compartimentato ma una porta cieca toglierebbe luce o visibilità. Padilla cita fra gli impieghi banche, musei, uffici, hotel, teatri, ristoranti, centri commerciali ed edifici pubblici, e anche fabbriche e capannoni. Le vetrate chiudono androni, corridoi e vani scala, fanno da porta o da finestra accanto alle scale di emergenza esterne, separano una sala riunioni dal corridoio o gli uffici dal magazzino.
Il compito è quello di qualsiasi porta tagliafuoco. Per il Codice di prevenzione incendi (DM 3 agosto 2015, paragrafo S.3.7.2), nelle attività progettate con il Codice, ciò che chiude un varco fra due compartimenti deve resistere al fuoco in modo analogo alle pareti di separazione e richiudersi da solo, a meno che resti sempre chiuso. La classe e la posizione delle porte le stabilisce il progetto antincendio: noi forniamo e posiamo la vetrata della classe indicata.
Conviene sapere anche che il vetro tagliafuoco costa. Padilla scrive che pesa molto sul prezzo dell'infisso e che una porta vetrata costa parecchio più di una porta metallica cieca o con oblò. Dove la trasparenza non serve, una porta tagliafuoco metallica Padilla costa meno; dove serve solo in parte, Padilla suggerisce di ridurre le superfici vetrate con parapetti, zoccoli o velette, anch'essi tagliafuoco. Tutte le famiglie che trattiamo sono nel confronto fra le porte tagliafuoco Padilla.

Le tre gamme Padilla, per interni e per esterni
Padilla divide le vetrate tagliafuoco in tre gamme, tutte in classe EI 30, EI 60, EI 90 ed EI 120. Per gli interni ci sono i profili in acciaio zincato e verniciato, che secondo Padilla sono la gamma meno costosa, e quelli in alluminio, con un telaio portante in tubolare d'acciaio coperto da profili in alluminio anodizzato, oppure verniciato in un colore RAL a richiesta.
Per l'esterno c'è una gamma in alluminio EN AW-6060, con i profili riempiti di materiali a base di silicati e solfati di calcio e verniciati di serie in RAL 9010 liscio opaco. Padilla la dichiara marcata CE secondo la EN 16034, con prova EN 1634-1 per le parti apribili ed EN 1364-1 per i fissi.
Nella stessa gamma c'è la finestra a vasistas EI 60 o EI 90, aperta da un attuatore elettrico a 24 V, due oltre i 1300 mm di larghezza, con bracci che limitano l'apertura.
Interno o esterno si decide per primo. Secondo Padilla sole e acqua diretti rovinano in fretta i vetri tagliafuoco da interno, quindi fuori servono vetri fatti apposta, e i profili in alluminio non fanno ruggine come l'acciaio zincato.
Poi ci sono i documenti, che fra dentro e fuori cambiano. La lettera circolare dei Vigili del Fuoco n. 16746 del 6 novembre 2019 chiarisce che dal 1° novembre 2019 le finestre e le porte esterne pedonali con requisiti di resistenza al fuoco si vendono con marcatura CE e dichiarazione di prestazione, mentre le porte pedonali interne restano soggette all'omologazione del DM 21 giugno 2004.
Per «porta esterna» la nota dei Vigili del Fuoco n. 8809 del 17 giugno 2022 intende quella che, nell'involucro dell'edificio, separa il clima esterno da quello interno; non conta un locale climatizzato da una parte sola. Cosa cambia fra i due regimi lo spieghiamo nella guida su porta tagliafuoco omologata o marcata CE.

Porte, finestre, fissi e sopraluci
Con gli stessi profili si costruiscono porte a una e due ante, porte con fianchi o sopraluci vetrati o ciechi, che Padilla chiama «complesse», finestre apribili a una o due ante con telaio su quattro lati, vetrate fisse con una o più specchiature e, per l'esterno, la finestra a vasistas. Ogni anta ha di serie due specchiature, divise da un traverso all'altezza della maniglia.
Il traverso si può togliere su richiesta; sulla gamma per esterni Padilla lo consente fino a una larghezza dell'anta di 1200-1150 mm per EI 30 ed EI 60 e di 1100-1050 mm per EI 90 ed EI 120.
Per le porte, misurate sul vano parete, Padilla indica a un'anta larghezze che partono da 600-800 mm e arrivano a 1400-1450 mm, a due ante da 1200-1400 mm fino a 2300-2550 mm, e per l'altezza valori da 2500 a 2750 mm. I numeri cambiano con la classe, con il maniglione antipanico e con la presenza del traverso.
Non esistono misure standard: ogni vetrata si fa su misura. Le composizioni più grandi hanno un limite pratico, il camion. Padilla indica come ingombro normale dei colli 120 × 240 × 240 cm, oppure 240 × 240 × 240 cm come trasporto speciale; oltre, l'infisso si divide in più parti da riunire in cantiere, a volte con un doppio profilo nel punto di giunzione.
Ogni serramento porta un marchio con la durata della classe di resistenza al fuoco e le norme con cui è stato certificato e prodotto.
Quando le vetrate fanno parte di un cantiere più grande, come un hotel o un ufficio da rifare con serramenti, porte interne e pavimenti, il lavoro lo coordina la nostra divisione per i cantieri contract.

Vetri e dati tecnici dichiarati da Padilla
Il vetro tagliafuoco è fatto di più lastre temprate con un intercalare intumescente: Padilla lo descrive come un gel trasparente che con il calore dell'incendio diventa opaco e si espande, fermando fiamme e fumo e facendo da schermo al calore.
I vetri sono in classe di sicurezza 1B1 secondo la EN 12600. Lo spessore del solo vetro cresce con la classe: 16, 25, 38 e 50 mm da EI 30 a EI 120 nelle gamme per interni, 32, 41, 48 e 51 mm in quella per esterni.
Con lo spessore cala la luce che passa: nella tabella Padilla la trasmissione luminosa va dall'85% della EI 30 al 71% della EI 120 per gli interni, e dal 76% al 61% per l'esterno. Per gli interni Padilla indica un Ug da 5,4 a 4,5 W/m²K; per l'esterno 1,2 W/m²K fino alla EI 90 e 4,5 sulla EI 120, valore che la tabella riferisce alla versione con la sola pellicola solare protettiva.
Nella stessa tabella Padilla indica anche l'isolamento acustico per classe, con l'avvertenza di riconfermarlo: se il progetto ha un requisito acustico, il valore lo facciamo confermare a Padilla per la configurazione scelta. Lo spessore dell'infisso è di 60, 60, 80 e 80 mm in acciaio, 74, 79, 94 e 104 mm in alluminio per interni, 75, 75, 89 e 89 mm per esterni; il peso, vetro compreso, va da 45 a 115 kg/m² secondo gamma e classe.
Padilla riporta anche la reazione al fuoco in classe A1 secondo la EN 13501-1, e avverte che tutti questi dati vanno riconfermati e possono cambiare senza preavviso. Per questo, se un capitolato chiede un valore preciso, lo chiediamo a Padilla per iscritto sulla configurazione scelta, prima dell'ordine.
Accessori di serie e a richiesta
Di serie ogni anta ha un chiudiporta aereo con braccio a slitta, due cerniere registrabili a tre ali fino alla EI 60 e tre dalla EI 90, due rostri, una serratura antincendio con cilindro e tre chiavi, maniglie antincendio in acciaio inox a 95 cm dal pavimento, guarnizioni autoespandenti perimetrali e guarnizioni di battuta.
Sulle porte a due ante si aggiungono la controserratura con aste nell'anta secondaria, la boccola a pavimento e il regolatore di chiusura, che fa chiudere le ante nell'ordine giusto; sulla gamma per esterni c'è un chiudiporta gemellare con il regolatore integrato.
A richiesta Padilla aggiunge maniglioni antipanico a leva o push, elettromagneti per tenere le ante aperte, kit di tenuta ai fumi Sa e S200, pannelli ciechi al posto dei vetri, vetri anti UV o sabbiati, incontri elettrici per il controllo accessi, falsi telai, imbotti, soglie mobili, automazioni e finiture diverse, dai colori RAL al simil legno e agli anodizzati.
Nel Codice di prevenzione incendi Sa indica la tenuta al fumo a temperatura ambiente, S200 la tenuta sia a temperatura ambiente sia a 200 °C.
Maniglioni antipanico ed elettromagneti li montiamo noi. Sui maniglioni, dove si applica il DM 3 novembre 2004, lasciamo la dichiarazione di corretta installazione che quel decreto pretende da chi li monta; se il dispositivo serve, e quale, lo stabilisce il progetto. Gli elettromagneti li collega all'impianto l'elettricista.

Come posiamo le vetrate tagliafuoco e quali documenti lasciamo
Le vetrate Padilla arrivano con i vetri e gli accessori smontati e imballati a parte. I vetri tagliafuoco sono pesanti e delicati: Padilla raccomanda di maneggiarli solo con personale esperto, di appoggiarli in piedi a 90 gradi su supporti puliti e di tenerli in un locale al riparo dalle intemperie fino al montaggio. Il montaggio dei vetri nell'infisso fa parte della posa, e lo facciamo noi.
Il fissaggio segue le istruzioni del produttore: tasselli sulla muratura, viti sulle pareti in cartongesso o in calcio silicato e sulle strutture metalliche coibentate e protette, oppure un falso telaio posato prima. L'attacco può essere a «L», con appoggio piatto in luce, a «Z», con aletta di battuta esterna, o a «T», con aletta di battuta interna, e il fermavetro può stare su un lato o sull'altro. Sono scelte che Padilla concorda dopo l'ordine, perché non cambiano il preventivo.
I documenti del produttore dipendono dalla gamma, e li controlliamo sulla vetrata che ordini prima di consegnarteli: per le porte interne l'omologazione in corso di validità, la dichiarazione di conformità e il libretto di installazione, uso e manutenzione; per la gamma esterna la marcatura CE con la dichiarazione di prestazione. Per finestre e vetrate fisse i documenti della configurazione scelta li verifichiamo con Padilla prima dell'ordine.
Chiuso il lavoro, firmiamo noi, come installatori, la dichiarazione di corretta posa voluta dal DM 21 giugno 2004 (art. 3, comma 3). Nelle attività controllate dai Vigili del Fuoco finisce nel fascicolo antincendio del titolare (DM 7 agosto 2012, Allegato II, punto 2.2).
A cosa serve e chi la conserva lo spieghiamo nella guida sulla dichiarazione di corretta posa e a cosa serve; il nostro modo di lavorare in cantiere è nella pagina su installazione e posa.



