Perché Padilla le chiama ancora REI 60 e REI 120
Nella sigla di una porta tagliafuoco ogni lettera è una prestazione provata in laboratorio e il numero sono i minuti. La E è la tenuta a fiamme e gas caldi, la I l'isolamento del lato lontano dal fuoco. La R invece è la capacità portante di muri e solai, che una porta non ha: per questo il DM 16 febbraio 2007 (Allegato A, punto A.4.6) classifica le porte solo E, EI1, EI2 o EW.
REI però è il nome con cui in Italia si sono sempre chiamate le porte tagliafuoco, lo usano ancora molti capitolati e compare in diversi codici di omologazione. Per il DM 21 giugno 2004 (art. 1, c. 4), salvo diversa indicazione dei decreti di prevenzione incendi, chi chiede una porta REI chiede una EI2, e una porta omologata REI va bene dove la EI2 è prescritta. Una richiesta REI 120 si legge quindi EI2 120.
Sulla targhetta possono esserci altre lettere, come Sa per la tenuta ai fumi o C per la chiusura automatica, spiegate una per una nella guida alle classi REI ed EI2 delle porte. Quale classe serve in ogni passaggio non lo scegliamo noi: la classe e la posizione delle porte le stabilisce il progetto antincendio, secondo le norme che valgono per l'edificio, e noi forniamo e posiamo la porta indicata.

Reversibili in misura standard o di mano su ordine
Padilla ha due famiglie di porte metalliche. Le reversibili sono a una anta e si montano a spinta destra o sinistra, perché serratura, cerniere, telaio e soglia vanno bene nei due versi.
Hanno larghezze di foro muro standard da 800 a 1300 mm (la REI 120 anche 1330) e due altezze, 2060 e 2150 mm, e sono solo grigie RAL 7035; il telaio è angolare su quattro lati e il lato in basso si toglie dopo la posa. Secondo Padilla costano meno delle porte di mano.
Le reversibili non possono avere vetri, griglie o serrature elettriche, perché in quei casi bisogna sapere qual è la parte alta della porta, e i loro accessori arrivano a parte. Tutto il resto si ordina di mano: misure speciali, due ante, oblò, fori per i maniglioni, telai per cartongesso o falsi telai, acciaio inox, controllo accessi, un colore RAL o le versioni rivestite effetto legno. Con i kit antiacustici diventano le porte antiacustiche REI 120.
Secondo Padilla la costruzione è la stessa nelle due famiglie. L'anta è in doppia lamiera di acciaio zincato preverniciato, con un pacco isolante antincendio all'interno, spessa 53 mm nella REI 60 e 63 mm nella REI 120. Fra anta e telaio corre una guarnizione autoespandente per la tenuta ai fumi caldi.
Ogni anta ha una cerniera a molla, che la richiude, e una cerniera portante marcata CE, come la serratura; la maniglia è in poliammide ignifugo con anima in acciaio, e i rostri di tenuta sono uno per anta nella REI 60 e due nella REI 120.
Le porte di mano hanno il telaio angolare su tre lati con un distanziale in basso. Nelle due ante Padilla mette di serie il regolatore di chiusura marcato CE secondo UNI EN 1158, che fa chiudere le ante nell'ordine giusto, la controserratura nell'anta secondaria con aste e dispositivo autobloccante, la boccola a pavimento e i rinforzi interni per maniglioni e chiudiporta.
A richiesta c'è il kit di tenuta ai fumi Sa, da ordinare con la porta: il listino lo esclude sulle reversibili a una anta e sulle porte già installate.

Le versioni marcate CE per esterni e la linea INNOVA
In Italia le porte tagliafuoco seguono due strade. Le porte pedonali interne restano soggette all'omologazione del Ministero dell'Interno prevista dal DM 21 giugno 2004.
Le porte pedonali esterne e le porte industriali, commerciali e da garage, dal 1° novembre 2019, si vendono con marcatura CE e dichiarazione di prestazione (DoP): lo chiarisce la lettera circolare dei Vigili del Fuoco n. 16746 del 6 novembre 2019. È esterna la porta che, sull'involucro dell'edificio, separa il clima di fuori da quello di dentro (lettera circolare n. 8809 del 17 giugno 2022).
Per questi casi Padilla ha porte di mano EI2 60 ed EI2 120, a una e due ante, marcate CE secondo la EN 16034 e la EN 14351-1, da posare su muratura.
Padilla dichiara un'anta da 63 mm, guarnizioni di battuta nel telaio per il controllo dei fumi Sa, classe 5 per le aperture e chiusure ripetute, tenuta all'aria e al vento. Ogni porta arriva con la DoP e con la targhetta metallica dei dati di certificazione, la marcatura CE e un codice QR per scaricare il libretto.
Prima dell'ordine c'è qualche limite da conoscere: secondo il listino Padilla la EI2 120 marcata CE non accetta oblò vetrati né la serratura per il controllo accessi, che resta possibile sulla EI2 60. Se la stessa porta deve servire sia dentro sia sull'esterno, la circolare del 2019 chiede la marcatura CE con la DoP per l'uso esterno e l'omologazione per quello interno, con un libretto che copra tutti e due gli usi.
Sul suo sito Padilla presenta anche la linea INNOVA: porte EI2 60 ed EI2 120 a una e due ante, provate secondo la EN 1634-1 con guarnizioni di tenuta ai fumi Sa, su telaio MC3 in acciaio zincato da 1,2 mm fissato con viti; nelle due ante l'anta secondaria ha un controbloccaggio con funzione antipanico.
Per INNOVA, come per ogni porta, verifichiamo con Padilla quale documento la accompagna nella configurazione che ti serve. Le differenze fra i due regimi sono nella guida su porte omologate e marcate CE.

Porte per pareti in cartongesso, corridoi e falsi telai
Una porta tagliafuoco va posata come è stata provata: la nota dei Vigili del Fuoco n. 9533 del 4 luglio 2022 chiede che il montaggio rispetti le condizioni in cui è stato provato il prototipo. Per questo Padilla fa telai diversi a seconda della parete.
Sul cartongesso serve una porta omologata per quel supporto, con l'omologazione in corso di validità, che vale cinque anni ed è rinnovabile (DM 21 giugno 2004, art. 9). Per ogni porta controlliamo che il documento copra proprio quel tipo di posa.
Padilla dichiara due telai per il cartongesso. Il telaio angolare, per porte REI 60 e REI 120, è quello delle porte di mano con un kit in più: staffe a T da fissare all'orditura metallica e una seconda guarnizione autoespandente da incollare sul perimetro esterno del telaio.
L'angolo di parete opposto alle cerniere si completa dopo la posa. Il telaio abbracciante, per porte REI 120, copre tutto lo spessore della parete: è in acciaio zincato da 1,5 mm, verniciato come le ante e già coibentato in fabbrica con cartongesso.
Con l'abbracciante, spiega Padilla, il foro nella parete è più piccolo della misura d'ordine: 20 mm più stretto e 5 mm più basso per una anta, 10 mm più stretto e 5 mm più basso per due ante. Viti di fissaggio e tappi sono compresi e, secondo Padilla, la parete non ha bisogno di finiture dopo la posa. Per la forma del profilo, però, su questo telaio non si montano i kit antiacustici.
Nei corridoi, dove manca una battuta per il telaio, Padilla offre il telaio tunnel: appoggia in piano sui tre lati, è in profilato zincato da 92 mm e 1,5 mm di spessore, coibentato con lana di roccia nella versione tagliafuoco e fissato con tasselli o viti attraverso piastre preforate.
Esiste per le porte multiuso e anche per le tagliafuoco da 60 e 120 minuti, che secondo il listino arrivano con le guarnizioni di tenuta ai fumi Sa. Si ordina con le misure del vano oppure con quelle esterne del telaio.
I falsi telai servono nei cantieri lunghi. Sono in acciaio zincato tubolare con ala, si murano con le zanche quando il cantiere è ancora sporco, e la porta, REI 120 o multiuso, si monta a secco a fine lavori, con meno rischio di rovinarla. Nella versione tagliafuoco Padilla rende obbligatorio un kit termico: una guarnizione autoespandente da incollare sui tre lati esterni del telaio prima di inserire la porta.

Porte in acciaio inox AISI 304 e kit inox
Dove c'è il rischio di ruggine, Padilla propone porte tagliafuoco interamente in acciaio inox AISI 304, che dichiara da 120 minuti, a una o due ante di mano. L'anta è spessa 63 mm, in doppia lamiera inox con finitura antimpronta e pacco antincendio interno; in inox sono anche cerniere, rostri, frontale della serratura, maniglie e placche. Padilla le indica per gli ambienti molto umidi, per ragioni di igiene negli ospedali e negli stabilimenti alimentari, e per motivi estetici.
C'è un punto da sapere: le cerniere inox non hanno la molla di richiusura, quindi per l'uso tagliafuoco Padilla rende obbligatorio un chiudiporta aereo per anta. Sui telai inox, per la loro forma, esclude le guarnizioni di battuta per i fumi freddi e i kit antiacustici.
Se conta soprattutto l'aspetto, c'è una via più semplice: il kit inox, con maniglie, cerniere e frontale della serratura in acciaio inox su una porta normale zincata e verniciata. Anche con il kit, nella versione tagliafuoco il chiudiporta è obbligatorio.

Come posiamo le porte metalliche e cosa ti lasciamo
Le porte le posiamo noi, seguendo il libretto di installazione di Padilla e il fissaggio coperto dal documento della porta: zanche murate con malta cementizia, tasselli, viti sul falso telaio o sul telaio per cartongesso. Ogni porta si ordina sul foro muro, larghezza per altezza, e sul verso di apertura indicato a spingere.
In cantiere sulla porta si fanno solo le lavorazioni previste dal produttore, come le forature per i maniglioni secondo le sue istruzioni: un foro o un taglio non previsto la porta fuori da quello che Padilla garantisce con la dichiarazione di conformità.
A lavoro finito firmiamo la dichiarazione di corretta posa in opera, che il DM 21 giugno 2004 (art. 3, c. 3) chiede a chi installa.
Con lei ti lasciamo i documenti di Padilla, che verifichiamo sulla porta scelta prima dell'ordine: per una porta omologata copia dell'atto di omologazione, dichiarazione di conformità e libretto di installazione, uso e manutenzione, più la targhetta con matricola e codice di omologazione; per una porta marcata CE la dichiarazione di prestazione. Nelle attività soggette vanno nel fascicolo del titolare (DM 7/8/2012, All. II, p. 2.2).
Maniglioni antipanico ed elettromagneti li montiamo noi. Per i maniglioni, marcati CE secondo UNI EN 1125, firmiamo la dichiarazione di corretta installazione con il riferimento alle istruzioni di montaggio di chi li produce: dove si applica il DM 3 novembre 2004 è l'installatore a doverla consegnare (art. 4).
Gli elettromagneti Padilla, con pulsante di sblocco, funzionano a 24 V con 60 kg di tenuta; il collegamento alla centrale o all'impianto di rivelazione lo fa l'elettricista. Quando serve un maniglione lo spiega la guida ai maniglioni EN 1125 ed EN 179.
La dichiarazione per i Vigili del Fuoco invece non è nostra: nelle attività soggette la dichiarazione di rispondenza dei prodotti la firma il tecnico che coordina, dirige o sorveglia i lavori oppure, in loro assenza, un professionista antincendio (DM 7 agosto 2012, All. II, p. 2.1).
A lui passiamo la nostra dichiarazione e i documenti della porta. Chi firma cosa, e dove si conserva, lo spiega la guida sulla dichiarazione di corretta posa in opera; come lavora la squadra, la pagina sulla posa in opera di Skema Libero.

Controlli periodici dopo la posa e chi li deve fare
Una porta tagliafuoco serve se si richiude e se nessuno la blocca. Per questo il DM 21 giugno 2004 (art. 3, c. 4) chiede all'utilizzatore di mantenerla in efficienza con controlli periodici fatti da personale qualificato, secondo il libretto; per le porte omologate il libretto deve indicare controlli e revisioni con frequenza almeno semestrale (art. 2, lett. j.2).
Nei luoghi di lavoro il DM 1° settembre 2021 vuole che controlli e manutenzione siano fatti da tecnici manutentori qualificati e annotati nel registro dei controlli.
Le regole sulla qualificazione dei manutentori (art. 4 del DM 1° settembre 2021) sono in vigore dal 25 settembre 2026, con un periodo transitorio, al più tardi fino al 31 marzo 2027, per chi aveva già chiesto la valutazione (art. 6-bis, aggiunto dal DM 22 settembre 2026). Fra le possibili norme di riferimento il decreto indica la UNI 11473, che resta volontaria.
Noi le porte le forniamo e le posiamo, ma la manutenzione periodica non la facciamo: chi usa la porta la affida a personale qualificato, e nei luoghi di lavoro a un tecnico manutentore qualificato.







