Perché rivestire una porta tagliafuoco
La finitura standard delle porte metalliche Padilla è un grigio chiaro RAL 7035, che Padilla stessa indica per locali tecnici e garage. Nei corridoi di un ospedale, di una casa di riposo, di un albergo o di un centro commerciale, dove la porta tagliafuoco si vede tutti i giorni, Padilla consiglia di non fermarsi al grigio standard. Le strade sono due: verniciare la porta a polveri in un colore RAL, oppure rivestire le ante in PVC.
Padilla propone il rivestimento per l'aspetto, perché un effetto legno o metallo si accosta meglio al resto dell'ambiente, e lo considera più economico di una porta tagliafuoco in legno vero. C'è anche un motivo pratico: secondo Padilla il colore del PVC sbiadisce molto meno della verniciatura a polveri. Se nello stesso edificio ci sono anche porte interne normali da scegliere, le trovi nella pagina delle porte interne.

Come è fatta una porta rivestita Padilla
Sotto il rivestimento c'è la porta di mano Padilla del tipo scelto, REI 60, REI 120 o multiuso, con la stessa costruzione e gli stessi accessori a richiesta, colori RAL esclusi. Che cosa vogliono dire le lettere della classe, e perché una porta omologata REI va bene anche dove il progetto chiede EI2, lo spiega la pagina su come si leggono REI ed EI2.
Secondo Padilla le ante sono in lamiera d'acciaio plastificata con PVC, coperta da un nylon di protezione da togliere dopo la posa. Telaio e profili degli oblò sono verniciati a polveri epossipoliestere: RAL 8017 testurizzato con i rivestimenti effetto legno, RAL 9007 con quelli effetto alluminio e inox.
Il limite che conta di più è la larghezza: ogni anta arriva al massimo a 1090 mm di foro muro, e se il passaggio deve essere più largo la porta si ordina a due ante.
Per gli oblò valgono le regole delle porte di mano: sulle versioni tagliafuoco i vetri sono antincendio, fissi, per il solo uso interno, e misure della porta, dei vetri e della loro distanza dai bordi devono rientrare in quelle consentite dal documento della porta. Su porte molto larghe o alte, o con vetri, Padilla indica come necessario il chiudiporta aereo, perché la porta si richiuda bene.

Le finiture disponibili e i campioni
Padilla propone diverse essenze effetto legno, una tinta unita e finiture effetto alluminio e inox. L'elenco cambia nel tempo e Padilla indica queste finiture come soggette a disponibilità: quella che ti interessa la verifichiamo con Padilla prima dell'ordine. Le tonalità viste a stampa o a schermo possono non corrispondere a quelle vere, lo scrive anche Padilla, per cui se il colore conta chiediamo un campione prima di ordinare.
Se nessun rivestimento va bene, restano altre strade. Le porte di mano si verniciano a polveri in colori RAL, con finitura goffrata o a trama opaca; per gli interni Padilla fa anche la stampa digitale di disegni, foto o scritte sull'anta, con una proposta preparata sul file del decoro. Dove serve l'acciaio inox vero, per l'umidità o la pulizia, ci sono le porte interamente in AISI 304 descritte fra le porte tagliafuoco REI 60 e REI 120 Padilla.

Classe al fuoco e documenti della porta rivestita
Il rivestimento non dà la classe: la classe è quella della porta ordinata, e si legge sui documenti.
Per le porte tagliafuoco interne la strada in Italia è l'omologazione del Ministero dell'Interno secondo il DM 21 giugno 2004: con la porta arrivano la copia dell'omologazione, la dichiarazione di conformità del produttore e il libretto di installazione, uso e manutenzione; matricola e codice di omologazione sono sulla targhetta. Per ogni porta controlliamo che il documento sia in corso di validità e copra la configurazione che ordini.
Quale classe serve, e dove, non dipende dal colore: la classe e la posizione delle porte le stabilisce il progetto antincendio, secondo le regole dell'attività. Negli alberghi con più di 25 posti letto progettati con il Codice di prevenzione incendi, per esempio, lavanderie, stirerie e locali cottura sono aree a rischio specifico, e locali tecnici e depositi devono essere di tipo protetto.
Noi forniamo e posiamo la porta indicata. Le differenze fra omologazione e marcatura CE sono spiegate nella guida su omologazione e CE delle porte tagliafuoco.
Dove le proponiamo
Le porte rivestite hanno senso dove una porta tagliafuoco sta in un ambiente curato: i corridoi delle camere e le hall degli alberghi, i reparti di cliniche e case di riposo, i piani degli uffici, le parti comuni dei condomini, le gallerie dei centri commerciali.
Sono porte di mano, quindi si ordinano una per una sulla misura del foro e con il verso di apertura già deciso. Per i lavori con molte porte, su più piani o più edifici, il cantiere lo coordina la Divisione Contract di Skema Libero.
Per l'ingresso di un appartamento, dove serve una porta blindata con classe al fuoco, ci sono le blindate tagliafuoco Gardesa. Le altre famiglie di porte Padilla, dalle multiuso alle antiacustiche, sono nella pagina con le famiglie di porte Padilla. Il preventivo è gratuito: ci servono misure dei fori, classe richiesta dal progetto e finitura che hai in mente.
Posa delle porte rivestite e cura della finitura
Una porta rivestita si monta come le altre porte di mano Padilla, con il fissaggio previsto dal suo documento, ma in cantiere chiede un'attenzione in più: il PVC si graffia come qualsiasi finitura. Per questo la pellicola di protezione resta sulle ante finché la posa non è finita, e la togliamo noi alla fine. Se intorno si lavora ancora, conviene montare queste porte fra gli ultimi lavori del cantiere.
A posa finita firmiamo la dichiarazione di corretta posa in opera, come il DM 21 giugno 2004 (art. 3, c. 3) chiede all'installatore, e la consegniamo con i documenti di Padilla, da tenere nel fascicolo antincendio.
Nei corridoi le porte spesso devono restare aperte: il Codice di prevenzione incendi dice che le porte tagliafuoco sulle principali vie di passaggio dovrebbero preferibilmente avere un fermo elettromagnetico collegato all'impianto di rivelazione, che le sgancia in caso di allarme (S.3.7.2). L'elettromagnete lo montiamo noi, mentre il suo collegamento all'impianto è compito dell'elettricista.
Anche i maniglioni antipanico li montiamo noi, con la dichiarazione di corretta installazione che il DM 3 novembre 2004 chiede all'installatore nelle attività dove si applica. A cosa serve la nostra dichiarazione di posa, e dove va tenuta, lo spiega la guida su firma e conservazione della dichiarazione di posa. La manutenzione periodica, invece, non la facciamo noi.


