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Tecnica

Porte tagliafuoco REI ed EI2: come si leggono le lettere e i minuti della classe

Nei documenti di una porta tagliafuoco si trovano sigle come REI 120, EI2 60 o E 30-Sa: ogni lettera è una prestazione provata in laboratorio, il numero indica i minuti.

A cura dell'Ufficio tecnico Skema Libero · Aggiornato al 26/10/2026

Sulle porte la sigla REI è un'eredità, perché oggi la loro classe è E, EI1, EI2 o EW (DM 16 febbraio 2007, Allegato A, punto A.4.6). Quando un decreto chiede una porta REI, quella classe vale come EI2, e le porte omologate REI si possono usare dove è prescritta la EI2 (DM 21 giugno 2004, art. 1, comma 4).

Cosa dice una sigla come EI2 60-Sa

La classe di una porta tagliafuoco è un elenco di prestazioni. Le lettere dicono che cosa la porta ha mantenuto durante le prove, il numero dice per quanti minuti. Una porta EI2 60-Sa, per esempio, ha conservato per 60 minuti la tenuta (E) e l'isolamento misurato con il criterio I2, e ha superato anche la prova di tenuta al fumo a temperatura ambiente (Sa).

La prova al fuoco si fa in forno secondo la UNI EN 1634-1: la porta viene montata in una parete come in opera e scaldata da un lato con la curva di riscaldamento della UNI EN 1363-1, quella prescritta dal DM 21 giugno 2004. La tenuta al fumo ha una prova a parte, la UNI EN 1634-3. Con i risultati il laboratorio assegna la classe secondo la UNI EN 13501-2 e la scrive nel rapporto di classificazione.

Perché nella classe di una porta la R non c'è

La R indica la capacità portante, cioè l'attitudine di un elemento strutturale a reggere i carichi durante l'incendio. Riguarda muri portanti, solai, travi e pilastri, che nelle tabelle di classificazione compaiono come R, RE o REI. Una porta non regge l'edificio: nelle tabelle delle porte, sia nel DM 16 febbraio 2007 sia nel Codice di prevenzione incendi (tabella S.2-23), ci sono solo E, EI ed EW.

REI viene dalla vecchia definizione italiana di resistenza al fuoco, quella del DM 30 novembre 1983, che parlava di stabilità (R), tenuta (E) e isolamento termico (I). La sigla è rimasta nell'uso comune e nei decreti di settore più vecchi, e si trova ancora in una parte dei codici di omologazione delle porte, mentre altri codici riportano EI2.

Da REI a EI2 nei progetti e nei cataloghi

Il passaggio dalle vecchie sigle alle nuove lo regola il DM 21 giugno 2004, all'art. 1, comma 4. Salvo diversa indicazione dei decreti di prevenzione incendi, una porta richiesta come REI equivale a una EI2 e una richiesta come RE a una E. Vale anche al contrario: dove i decreti successivi prescrivono E o EI2 si possono usare porte omologate RE o REI, rispettando le condizioni del decreto. Un capitolato che oggi chiede una porta REI 120 va letto come EI2 120.

Il Codice di prevenzione incendi (DM 3 agosto 2015, tabella S.2-12) arriva allo stesso punto per un'altra strada: la I senza pedice sottintende il criterio I2. Se il progetto scrive solo «EI 60», per la normativa italiana vuol dire EI2 60, ed è questa la sigla da cercare nei documenti della porta.

Nei cataloghi le due scritture convivono. Padilla, per esempio, chiama REI 60 e REI 120 le sue porte metalliche reversibili e di mano per interni, ed EI2 60 ed EI2 120 le porte della linea INNOVA e quelle marcate CE per esterni.

E, la tenuta a fiamme e gas caldi

La E indica la tenuta: dal lato lontano dal fuoco non devono passare, né formarsi, fiamme, vapori o gas caldi. Secondo l'Allegato B del DM 21 giugno 2004 la tenuta si perde se si aprono fessure passanti oltre le dimensioni fissate, se si accende il batuffolo di cotone posto a 30 mm per al massimo 30 secondi, oppure se sulla faccia non esposta compare una fiamma persistente.

Una porta classificata solo E non dichiara una prestazione di isolamento. Il Codice di prevenzione incendi (paragrafo S.4.7), per esempio, chiede alle porte delle scale che collegano più compartimenti almeno E 30-Sa, e almeno E 30 se la scala è a prova di fumo.

I e W, l'isolamento e l'irraggiamento

La I indica l'isolamento: il lato lontano dal fuoco deve restare abbastanza freddo da non incendiare quello che c'è vicino. Per le porte i criteri sono due, I1 e I2, descritti nell'Allegato B del DM 21 giugno 2004. In tutti e due l'aumento della temperatura media sulla faccia non esposta non deve superare 140 °C, e sull'anta nessun punto può salire di oltre 180 °C.

Cambiano la zona controllata e il limite sul telaio. Con I1 dal controllo dell'anta si esclude solo la fascia di 25 mm lungo il bordo visibile, con I2 la fascia esclusa arriva a 100 mm. Sul telaio, a 100 mm dal foro di passaggio, I1 ammette un aumento massimo di 180 °C, I2 di 360 °C: I1 è quindi più severo sul telaio e vicino ai bordi. Se la porta perde la tenuta E, perde anche l'isolamento.

La W indica la capacità di ridurre il calore radiante che esce dalla faccia non esposta. Una porta che soddisfa I1 o I2 si considera conforme anche a W per lo stesso tempo, per cui una EI 60 vale anche come EW 60. Anche qui, se cade la tenuta E cade la W.

Sa e S200, la tenuta al fumo

La S indica la tenuta al fumo, cioè la capacità della porta di limitare il passaggio di gas o fumi freddi nelle condizioni di prova della UNI EN 1634-3. Il Codice di prevenzione incendi distingue Sa, tenuta garantita a temperatura ambiente, e Sm o S200, tenuta garantita sia a temperatura ambiente sia a 200 °C.

Sulle porte marcate CE più recenti possono comparire le sigle Sa3 o Sa4: sono classi europee di controllo del fumo, previste dal Regolamento delegato UE 2024/1681. Se il progetto chiede «Sa», l'equivalenza con quelle classi la conferma il professionista antincendio.

Nel listino Padilla la tenuta Sa delle porte tagliafuoco di mano per interni è un kit di guarnizioni per i tre lati del telaio, conforme alla EN 1634-3. Per i fumi caldi (S200) Padilla prevede, sulla porta di mano da 120 minuti a una anta, oltre alle guarnizioni, ghigliottine automatiche integrate oppure una soglia.

C, la chiusura automatica

La C dice che la porta ha un dispositivo di chiusura automatica e che in prova non è stata chiusa a mano. Al simbolo si può aggiungere, in via facoltativa, una cifra da 0 a 5 per la durabilità del dispositivo, espressa in cicli di apertura e chiusura: C0 almeno 1, C1 almeno 500, C2 almeno 10.000, C3 almeno 50.000, C4 almeno 100.000, C5 almeno 200.000 (Regolamento delegato UE 2024/1681). C0, quindi, non vuol dire zero cicli.

La UNI EN 14600, che trattava anche la durabilità della chiusura automatica, è stata ritirata senza sostituzione il 21 luglio 2016. Il Codice di prevenzione incendi (S.3.7.2) vuole che ciò che chiude un varco fra compartimenti si richiuda da solo o resti sempre chiuso: l'esempio del secondo caso sono gli sportelli dei cavedi impiantistici.

Nelle tabelle delle prestazioni delle sue porte EI2 marcate CE per esterni Padilla indica «chiusura automatica C», senza cifra.

I minuti, e chi decide la classe

Il numero dopo le lettere indica i minuti per cui la porta ha mantenuto quelle prestazioni in prova. Le tabelle europee per le porte (Regolamento delegato UE 2024/1681) vanno da 15 a 360 minuti; la classificazione italiana prevede E ed EI da 15 a 240 minuti ed EW per 20, 30 e 60 minuti.

La classe e la posizione delle porte le stabilisce il progetto antincendio. Dipendono dall'attività e dal suo carico d'incendio, e cambiano con la regola tecnica che il progettista applica: per hotel, scuole, uffici, negozi e condomini alti può scegliere fra il Codice di prevenzione incendi e la regola tecnica tradizionale del settore. Per questo la stessa porta può avere sigle diverse da un progetto all'altro.

Nel Codice, per esempio, fra compartimenti di attività con responsabili diversi gli elementi di separazione sono almeno EI 60 (S.3.7.1), e le porte di un filtro sono almeno E 30-Sa (S.3.5.4).

La classe che forniamo e posiamo

La classe non la scegliamo noi: forniamo e posiamo quella indicata dal progetto o dal tecnico che lo segue. Come rivenditore ufficiale Padilla cerchiamo, fra le porte tagliafuoco metalliche Padilla da 60 e 120 minuti e le porte e vetrate tagliafuoco Padilla in acciaio o alluminio, la versione con la sigla richiesta.

I documenti di Padilla li verifichiamo sulla porta ordinata e li consegniamo con la porta: un'omologazione ancora in corso di validità, oppure marcatura CE e dichiarazione di prestazione. Come si leggono lo spieghiamo nella guida su omologazione e marcatura CE. A posa finita firmiamo la dichiarazione di corretta posa. Il progetto antincendio, le pratiche per i Vigili del Fuoco e la manutenzione periodica restano fuori dal nostro lavoro.

Tutte le famiglie Padilla che trattiamo sono nella pagina sulle porte tagliafuoco fornite e posate a Latina e Roma. Il preventivo è gratuito: scrivici con le misure dei fori, il tipo di parete e la classe chiesta dal progetto.

Punti chiave

  • La sigla è un elenco di prestazioni seguito dai minuti: E tenuta, I isolamento, W irraggiamento, S tenuta al fumo, C chiusura automatica.
  • Nelle tabelle delle porte la R, cioè la capacità portante di muri, solai, travi e pilastri, non compare: le classi sono E, EI1, EI2 o EW (DM 16 febbraio 2007, Allegato A, punto A.4.6).
  • Se un decreto chiede una porta REI si intende EI2, e dove serve una EI2 si possono montare porte omologate REI (DM 21 giugno 2004, art. 1, comma 4).
  • Per il Codice di prevenzione incendi una EI senza pedice è una EI2; il criterio I1 è più severo sul telaio e vicino ai bordi.
  • Una porta che soddisfa I1 o I2 vale anche come EW per lo stesso tempo.
  • Sa è la tenuta al fumo a temperatura ambiente, S200 quella sia a temperatura ambiente sia a 200 °C; la prova è la UNI EN 1634-3.
  • La cifra che può seguire la C, da 0 a 5, misura la durabilità della chiusura automatica: C5 vuol dire almeno 200.000 cicli.
  • La classe la decide il progetto antincendio; noi forniamo e posiamo la porta Padilla con la sigla indicata.
Domande frequenti

Le domande più comuni

È la vecchia sigla italiana: R capacità portante, E tenuta, I isolamento, 120 i minuti. Per le porte la classificazione attuale (DM 16 febbraio 2007, Allegato A, punto A.4.6) prevede solo E, EI1, EI2 ed EW.

Il DM 21 giugno 2004 (art. 1, comma 4) stabilisce che, salvo diversa indicazione dei decreti di prevenzione incendi, la classe REI richiesta per una porta equivale a EI2, e che le porte omologate REI si usano dove è prescritta la EI2. In pratica una porta REI 120 vale come una EI2 120.

Sono due modi di misurare l'isolamento, descritti nell'Allegato B del DM 21 giugno 2004. Il limite sulla temperatura media della faccia non esposta è lo stesso, 140 °C di aumento.

Con I1 dal controllo dell'anta si esclude solo la fascia di 25 mm vicino al bordo, e sul telaio si accettano al massimo 180 °C di aumento; con I2 la fascia esclusa è di 100 mm e sul telaio si arriva a 360 °C. Se un progetto italiano scrive EI senza pedice, intende EI2.

Sì. L'Allegato B del DM 21 giugno 2004 considera conforme al requisito di irraggiamento W, per lo stesso tempo, la porta che soddisfa il criterio di isolamento I1 o I2. Per la tenuta vale il contrario: se la porta perde la E, perde anche la W. Nella classificazione italiana delle porte la classe EW è prevista per 20, 30 e 60 minuti.

Che la porta chiusa limita il passaggio dei fumi freddi a temperatura ambiente, secondo la prova UNI EN 1634-3. La S200, che il Codice di prevenzione incendi chiama anche Sm, garantisce la tenuta sia a temperatura ambiente sia a 200 °C. Nelle marcature CE recenti si vedono anche Sa3 e Sa4, classi europee di controllo del fumo: per sapere se rispondono a una richiesta Sa del progetto bisogna sentire il professionista antincendio.

Indica che la porta ha un dispositivo che la richiude da sola, e che durante la prova nessuno l'ha chiusa a mano. La cifra che la può seguire indica la durabilità del dispositivo in cicli di apertura e chiusura: almeno 1 per C0, 500 per C1, 10.000 per C2, 50.000 per C3, 100.000 per C4 e 200.000 per C5 (Regolamento delegato UE 2024/1681).

Il progetto antincendio, in base all'attività, al suo carico d'incendio e alla regola tecnica applicata. Nelle attività di categoria B e C il progetto passa dal Comando dei Vigili del Fuoco prima dei lavori (DPR 151/2011, art. 3). Skema Libero non sceglie la classe: a Latina, a Roma e nel resto del Lazio fornisce e posa la porta Padilla che il progetto indica, lascia le carte del produttore e firma la dichiarazione di corretta posa.

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