Perché in open space serve un box: la voce arriva più lontano di quanto sembri
In un open space il rumore che disturba di più non è la stampante: è la voce, soprattutto quella che si capisce. La commerciale richiama un cliente alle undici e a quattro metri un collega sta rileggendo un'offerta: le parole gli arrivano intere e il filo del ragionamento si spezza. La UNI EN ISO 3382-3:2022 è la norma che descrive l'acustica degli open space partendo proprio dalla voce: misura di quanti decibel cala il parlato ogni volta che raddoppia la distanza da chi parla (D2,S), quanto è forte la voce a 4 metri (Lp,A,S,4m), il rumore di fondo e l'indice di intelligibilità STI, e ne ricava alcune distanze di riferimento, come la distanza di distrazione.
Un box acustico lavora su questo problema in due direzioni. Da dentro verso fuori: la voce di chi telefona o fa una riunione arriva attenuata a chi lavora intorno, e quello che si dice resta nella stanza. Da fuori verso dentro: chi entra per una videochiamata o per scrivere un documento si stacca dal brusio della sala. Sono due servizi diversi, e infatti esistono due norme diverse per misurarli. Confonderle è l'errore più comune quando si mettono a confronto due preventivi.
ISO 23351-1: quanto il box attenua la voce di chi parla dentro
La ISO 23351-1:2020, «Acoustics - Measurement of speech level reduction of furniture ensembles and enclosures - Part 1: Laboratory method», è stata scritta per phone booth, cabine di lavoro, piccole sale riunioni mobili e postazioni schermate. La prova si fa in camera riverberante: una sorgente sonora viene messa dove starebbe la bocca di chi usa il box (la norma consiglia 1,20 m da terra per chi è seduto, 1,55 m per chi è in piedi) e si misura la potenza sonora che arriva nella camera, prima senza il box e poi con la sorgente chiusa dentro. La differenza, in bande d'ottava da 125 a 8.000 Hz, viene riassunta in un numero unico: la riduzione del livello del parlato DS,A, in decibel ponderati A, riferita a una voce di intensità normale.
Il box va provato com'è nell'uso: porta funzionante, aperture di ventilazione nelle condizioni di esercizio, arredi fissi al loro posto, e le condizioni di prova vanno scritte nel rapporto. Il risultato si colloca in classi: A+ oltre 33 dB, A da 30 a 33, B da 25 a 30, C da 20 a 25, D da 15 a 20; sotto i 15 dB il prodotto non è classificato. In una campagna di misure su undici phone booth in commercio, pubblicata dal gruppo di ricerca finlandese che ha sviluppato il metodo, i valori andavano da 15 a 30 dB.
Un limite pratico riguarda le dimensioni: il campione non può superare il 5% del volume della camera di prova, e lo stesso gruppo di ricerca indica che oltre 10-15 m³ la prova di laboratorio non si riesce a fare. Per le verifiche su un box già montato l'ISO ha avviato una seconda parte della norma, la ISO 23351-2, dedicata al metodo in opera.
UNI EN ISO 11957: quanto la cabina protegge chi sta dentro
La UNI EN ISO 11957:2009, in vigore, recepisce la ISO 11957:1996 ed è la norma per determinare la prestazione di isolamento acustico delle cabine, in laboratorio e in opera. Per la norma la cabina è un involucro pensato per proteggere le persone dal rumore dell'ambiente: si genera un campo sonoro all'esterno e si misura la differenza fra il livello di pressione sonora fuori e quello dentro la cabina, in bande di terzi d'ottava o d'ottava. Per ottenere un numero unico si usa il procedimento della UNI EN ISO 717-1 (oggi in edizione 2021), la stessa norma che trasforma in un indice le misure di pareti, porte e finestre. La 11957 si applica a cabine complete, con aperture che non superano il 2% della superficie interna, e misura a parte il rumore prodotto dagli impianti della cabina stessa, come la ventilazione. Avverte anche che il numero unico serve per un confronto di massima e che si confrontano solo dati ottenuti con lo stesso metodo, preferibilmente su cabine di dimensioni simili.
È la norma usata da VetroIN per INBOX: nel marzo 2019 lo Studio Tecnico Robaudi di Firenze ha misurato la cabina secondo la UNI EN ISO 11957:2009 e la UNI EN ISO 717-1:2013, con un abbattimento acustico di 35 dB, il valore che VetroIN riporta sulla pagina del prodotto. È un dato di prova dichiarato dal produttore: nel vostro ufficio il risultato dipende anche dalla composizione scelta (dimensioni, quanti lati vetrati, porta vetrata o cieca), dal pavimento su cui il box poggia e dal rumore presente in sala. INBOX è un sistema modulare che parte da 1x1 m e arriva a composizioni da 6x4 m, fino a dieci persone: per le composizioni più grandi la prova di laboratorio della ISO 23351-1 non si riesce a fare, e una misura d'isolamento della cabina è il riferimento disponibile. Il valore vale per INBOX. SMARTBOX e ROUNDBOX, gli altri box della linea INPOD, nei cataloghi 2024 sono descritti per materiali e costruzione acustica (pannelli fonoassorbenti, guarnizioni acustiche, soffitto rivestito in moquette sugli SMARTBOX e in tessuto sui ROUNDBOX) senza un valore di isolamento misurato: se il capitolato chiede un numero per quei modelli, lo chiediamo all'ufficio tecnico VetroIN.
Perché 35 dB e «classe A» non stanno sulla stessa scala
Le due norme parlano entrambe in decibel, ma misurano cose diverse. La ISO 23351-1 guarda la voce che esce: sorgente dentro, potenza sonora misurata fuori, spettro di un parlato normale, bande d'ottava. La UNI EN ISO 11957 guarda il rumore che entra: campo sonoro fuori, livello di pressione misurato dentro, numero unico ricavato con la curva di riferimento della UNI EN ISO 717-1, nata per l'isolamento degli edifici. Cambiano direzione, grandezza misurata, spettro di riferimento e modo di ridurre tutto a una cifra. Non a caso l'introduzione della ISO 23351-1 spiega che le norme sull'isolamento, compresa la ISO 11957, non si prestano a descrivere prodotti che servono alla riservatezza della voce: per questo è stato scritto un metodo nuovo.
In pratica, un box che dichiara 35 dB secondo la 11957 e uno che dichiara 30 dB secondo la 23351-1 non si mettono in classifica guardando la cifra. Neppure due valori della stessa norma si confrontano alla cieca, se uno è misurato in laboratorio e l'altro in opera, o se uno riguarda un phone booth per una persona e l'altro un box per sei. Il documento che risolve i dubbi è il rapporto di prova: dice chi ha misurato, quando, con quale norma, su quale configurazione (dimensioni, lati vetrati, porta) e con la ventilazione accesa o spenta. Se un fornitore vi dà solo il numero, chiedete il rapporto. Vale per tutti, anche per noi.
La ventola: 17 dB non sono isolamento
Nel catalogo SMARTBOX 2024, accanto a ogni modello, compare «17 dB»: è il livello di rumorosità della ventola che cambia l'aria, non una misura di isolamento. Qui la logica si rovescia: per l'isolamento un numero più alto è meglio, per la ventola è meglio un numero basso. È un dato che pesa nella giornata di chi usa il box. Alle sei di sera, quando l'open space si svuota, dentro una cabina chiusa la ventola può diventare l'unico suono che si sente; in una videochiamata è il fruscio che il microfono raccoglie per primo.
Anche la UNI EN ISO 11957 tratta a parte il rumore interno prodotto dagli impianti della cabina. La ISO 23351-1, dal canto suo, chiede che durante la prova le sorgenti interne come le ventole restino nelle stesse condizioni in tutte le misure, e raccomanda di spegnerle se la loro velocità cambia da sola, per esempio in base alla CO2. Per confrontare due box, quindi, chiedete dove è stato misurato il rumore della ventola (dentro il box, all'altezza della testa di chi è seduto, o altrove), se è un livello di pressione o di potenza sonora, a quale velocità di funzionamento, e se l'isolamento dichiarato è stato misurato con la ventilazione in funzione.
Aria e luce: i numeri che contano per chi ci resta dentro un'ora
Un box chiuso è piccolo: una persona, un portatile e le luci lo scaldano in fretta, e l'aria si consuma. Un box che dopo venti minuti diventa pesante resta vuoto, anche se isola bene. Per questo servono tre numeri: la portata dell'impianto in m³/h, il volume interno del box e i ricambi d'aria l'ora, che si ottengono dividendo la portata per il volume. VetroIN dichiara una portata di 80 m³/h per SMARTBOX 11 e di 160 m³/h per SMARTBOX 12 e 14; per la linea SMARTBOX dichiara inoltre il ricambio del volume d'aria interno 40 volte l'ora. SMARTBOX 12 ospita fino a 2 persone e SMARTBOX 14 fino a 4: per le riunioni lunghe conviene fare il conto anche a persona. Su INBOX il ricircolo è inserito nel soffitto e si può integrare con raffrescamento, deumidificazione, filtrazione e sanificazione; ROUNDBOX 33 prevede un sistema di raffrescamento interno.
Il box, poi, respira l'aria dell'ufficio: la ventilazione della sala conta quanto quella della cabina. La UNI EN 16798-1:2019 è la norma europea che fissa i parametri dell'ambiente interno (qualità dell'aria, temperatura, illuminazione, acustica) da usare nella progettazione degli impianti, ventilazione compresa. Il D.Lgs. 81/2008, all'Allegato IV, chiede che nei luoghi di lavoro chiusi ci sia aria salubre in quantità sufficiente, che gli impianti di aerazione restino sempre funzionanti e che non espongano i lavoratori a correnti d'aria fastidiose.
Sulla luce: gli SMARTBOX hanno un LED a 4000 K, che VetroIN descrive come luce naturale, comandato da un sensore di presenza temporizzato; su INBOX luce e aerazione si accendono con un interruttore sullo stipite della porta. Chiedete quanto resta accesa la luce se chi è dentro sta quasi fermo al telefono, e se la ventilazione segue lo stesso comando.
Le domande da fare prima di firmare, e come lavoriamo con VetroIN
Riassumendo, prima di scegliere un box chiedete: la norma di prova e il rapporto completo (laboratorio, data, configurazione misurata, porta e ventilazione durante la prova); la grandezza dichiarata, DS,A secondo ISO 23351-1 oppure isolamento secondo UNI EN ISO 11957, senza mescolare le due; il rumore della ventola e come è stato misurato; portata, volume interno e ricambi d'aria; temperatura di colore della luce e logica di accensione; il tipo di vetro, che sui box VetroIN è per esempio stratificato 3.3.1 nei moduli vetrati SMARTBOX, a doppia lastra stratificata 5.5.1 su INBOX, temperato curvo su ROUNDBOX. E poi il posto: dove va il box, senza restringere uscite e passaggi, con le superfici vetrate ben visibili, visto che il D.Lgs. 81/2008 chiede di segnalare chiaramente le pareti trasparenti vicino ai posti di lavoro e alle vie di circolazione.
Skema Libero è rivenditore e installatore qualificato ufficiale VetroIN e, con la Divisione Contract, segue uffici e imprese fra Latina, Roma e il resto del Lazio. Il preventivo è gratuito: bastano una planimetria o le misure di massima e qualche foto dello spazio. Quando serve, facciamo il sopralluogo tecnico e il rilievo in ufficio; con l'ufficio tecnico VetroIN prepariamo progetto e capitolato, poi il box lo installiamo direttamente noi e restiamo il vostro riferimento per l'assistenza. Se nel capitolato serve un dato acustico preciso, lo chiediamo al produttore insieme al rapporto che lo sostiene.
Punti chiave
- La ISO 23351-1:2020 misura in laboratorio la riduzione del livello del parlato DS,A: quanto il box attenua la voce di chi parla dentro, sentita da fuori. I risultati si dividono in classi da A+ a D.
- La UNI EN ISO 11957:2009 misura l'isolamento di una cabina come differenza di livello sonoro fra fuori e dentro; il numero unico si ricava con il metodo della UNI EN ISO 717-1. Un 35 dB e un 30 dB misurati con norme diverse non si mettono in classifica.
- Per INBOX VetroIN dichiara 35 dB, un dato di prova misurato nel 2019 dallo Studio Tecnico Robaudi di Firenze secondo UNI EN ISO 11957 e UNI EN ISO 717-1. Vale per INBOX, non per gli altri box della linea INPOD, e nel vostro ufficio il risultato dipende anche da composizione, pavimento e rumore della sala.
- I 17 dB indicati per gli SMARTBOX sono il rumore della ventola, non isolamento: qui un numero più basso è meglio.
- Per l'aria contano portata in m³/h, volume interno e ricambi l'ora, e la ventilazione dell'ufficio, perché il box respira l'aria della sala.
- Prima di firmare chiedete il rapporto di prova: norma, laboratorio, data, configurazione misurata, stato di porta e ventilazione durante la misura.