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Tecnica

Pareti in vetro in ufficio: quanto isolano davvero dal rumore

Sulla scheda di una parete divisoria in vetro c'è quasi sempre un numero in decibel: 44, 46 dB. È un dato serio, ma nasce in laboratorio, su un campione montato fra due camere dove il suono può passare solo attraverso la parete. In ufficio il suono trova altre strade: il vano sopra il controsoffitto, il pavimento sopraelevato, la fessura sotto la porta. Per questo capita che dalla sala riunioni vetrata esca più voce del previsto. Qui spieghiamo cosa misura quel numero e con quali norme, perché in opera di solito scende e come scegliere fra vetro singolo, doppio vetro e vetro acustico, usando come esempio i valori dichiarati da VetroIN, di cui siamo rivenditori e installatori qualificati ufficiali.

A cura dell'Ufficio tecnico Skema Libero · Aggiornato al 24/09/2026

Cosa vuol dire «Rw 46 dB» su una parete in vetro

Il potere fonoisolante R indica quanta energia sonora una parete trattiene fra due ambienti. Non è un numero solo: cambia con la frequenza, e la stessa lastra ferma in modo diverso il ronzio basso di un impianto e la voce acuta di chi ride al telefono. Per poter confrontare i prodotti, la UNI EN ISO 717-1:2021 (Valutazione dell'isolamento acustico in edifici e di elementi di edificio – Parte 1: Isolamento acustico per via aerea) riassume la curva misurata in un indice unico, Rw.

La misura che sta dietro quel numero segue la UNI EN ISO 10140-2:2021, il metodo di laboratorio per l'isolamento per via aerea di pareti, porte, finestre e vetrate: il campione chiude l'apertura fra due camere costruite apposta perché il suono possa passare solo da lì. Rw descrive quindi la parete da sola, nelle condizioni più favorevoli.

Accanto a Rw la 717-1 definisce due termini di adattamento, C e Ctr, che si scrivono fra parentesi: Rw (C; Ctr). C riguarda le sorgenti tipiche della vita in un edificio, come voci, musica e televisione; Ctr il traffico e i rumori ricchi di frequenze basse. In ufficio il problema è quasi sempre la voce, quindi il dato da guardare è Rw + C.

Due dettagli aiutano a leggere le schede. L'apostrofo: Rw è il valore di laboratorio, R'w è il potere fonoisolante apparente misurato nell'edificio. E la scala: i decibel sono logaritmici, per cui fra 37 e 46 dB non c'è un quarto di isolamento in più, c'è una differenza che si sente bene. Gli stessi indici valgono per le finestre, e ne parliamo nella guida all'isolamento acustico degli infissi.

Laboratorio e ufficio: perché in opera il numero scende

In laboratorio le vie laterali sono chiuse per costruzione. In un ufficio vero la voce che parte dalla sala riunioni raggiunge la stanza accanto anche per altre strade, e il risultato lo decide la più debole.

Le più comuni sono cinque. Il vano sopra il controsoffitto: se la parete si ferma sotto un controsoffitto continuo, il plenum diventa un corridoio aperto fra le due stanze. Il pavimento sopraelevato o galleggiante che passa sotto la parete senza interruzioni. Il nodo con la facciata e con i muri esistenti, dove un giunto non sigillato lascia una fessura per tutta l'altezza. La porta, con le sue fughe. E gli impianti, per esempio le bocchette dell'aria di due stanze collegate allo stesso canale.

Le norme tengono conto di tutto questo. La UNI EN ISO 16283-1:2018 descrive la misura in opera dell'isolamento per via aerea fra due ambienti e porta al potere fonoisolante apparente R'w e all'isolamento standardizzato DnT,w, che comprendono tutte le vie di passaggio. La UNI EN ISO 10848-2:2017 misura in laboratorio la trasmissione laterale attraverso controsoffitti, pavimenti sopraelevati e facciate leggere. La UNI EN ISO 12354-1:2017 descrive i modelli di calcolo per stimare l'isolamento fra ambienti partendo dalle prestazioni dei singoli elementi: è lo strumento con cui un tecnico prevede il risultato prima di costruire.

La conseguenza pratica è semplice: il valore in opera è in genere più basso di quello di catalogo, e la distanza dipende da come sono fatti soffitto, pavimento, porte e giunti. Una parete a doppio vetro sotto un plenum aperto è come una porta blindata accanto a una finestra spalancata.

Vetro singolo, doppio vetro, vetro acustico: cosa dicono i numeri VetroIN

Le sigle dei vetri stratificati si leggono così: 6.6.1 sono due lastre da 6 millimetri tenute insieme da una pellicola plastica (PVB), in 5.5.1 le lastre sono da 5; la A al posto dell'ultima cifra, come in 6.6.A, indica una pellicola di tipo acustico, fatta per smorzare le vibrazioni del vetro.

VetroIN pubblica sulle schede dei suoi sistemi i risultati delle prove acustiche, tutti su un campione di 360 × 300. Messi in fila dicono molto.

EVOLVINWALL (100 mm): vetro singolo 35 dB con 5.5.1, 36 con 6.6.1, 37 con 6.6.A; doppio vetro 41, 44 e 46 dB con gli stessi vetri; versione cieca a doppio pannello da 18 mm con materassino 44 dB.

LIGHTWALL (75 mm): doppio vetro 6.6.A, 46 dB.

HIDE (50 mm a vetro singolo, 100 mm a doppio vetro): vetro singolo 6.6.1, 37 dB; doppio vetro 6.6.1, 44 dB.

TRUELIGHT (35 mm a vetro singolo, 50 mm nella versione a doppio vetro TL42): vetro singolo 35, 36 e 37 dB con 5.5.1, 6.6.1 e 6.6.A; doppio vetro 37, 38 e 39 dB con 5.5.1, 5.5.A e 6.6.A.

INWALL a doppio vetro IW2, vetro 6.6.1: 46 dB, ottenuti secondo VetroIN in una prova su doppio vetro con porta.

SOLIDWALL cieca a doppio pannello da 18 mm con materassino: 44 dB.

Tre lezioni. Il salto più grande è il passaggio al doppio vetro: su EVOLVINWALL, a parità di vetro 6.6.1, si va da 36 a 44 dB. Il vetro acustico aggiunge 1 dB sul vetro singolo e 2 dB sul doppio (da 44 a 46). E lo stesso vetro rende in modo molto diverso in sistemi diversi: con 6.6.A il doppio vetro dichiara 46 dB su EVOLVINWALL e LIGHTWALL e 39 dB su TRUELIGHT, perché il numero è del sistema intero, con la distanza fra le lastre, i profili e le guarnizioni. Anche la parete cieca non è per forza la più silenziosa: su EVOLVINWALL dichiara 44 dB, meno del doppio vetro acustico.

Sono valori di laboratorio dichiarati da VetroIN. Le schede riportano il risultato e le dimensioni del campione, non il laboratorio né la norma di prova: per un capitolato sono informazioni da avere per iscritto, e le chiediamo all'ufficio tecnico VetroIN quando impostiamo il progetto. In opera il risultato dipende anche da soffitto, pavimento e porte.

Porta, controsoffitto e facciata: dove l'isolamento si vince o si perde

La porta è quasi sempre il punto debole di una parete vetrata. Su INWALL le porte a tutta altezza possono avere in alto un chiudiporta a incasso e in basso una ghigliottina acustica, la guarnizione che scende quando la porta si chiude e sigilla la fuga sul pavimento; il 46 dB dichiarato per IW2 viene, secondo VetroIN, da una prova con porta. Per EVOLVINWALL, TRUELIGHT, HIDE e SOLIDWALL VetroIN propone porte a battente e scorrevoli, in vetro o in legno. Una porta scorrevole ha bisogno di un minimo di gioco per muoversi e in genere chiude meno di una battente con guarnizioni in battuta: per una sala riunioni riservata conviene chiedere il valore misurato con la porta, non solo quello della parete continua.

Subito dopo viene il controsoffitto. Se la parete arriva al solaio, o se il vano sopra il controsoffitto viene chiuso in corrispondenza della parete, la strada più facile per la voce è interrotta; se il plenum resta aperto su tutto il piano, la voce ci passa sopra. Stesso ragionamento per il pavimento sopraelevato. Poi i giunti: dove la parete incontra la facciata o un muro esistente serve una sigillatura continua, dal pavimento al soffitto.

La scena tipica è la sala riunioni vetrata perfetta sulla carta, dove dal corridoio si capisce la presentazione del lunedì perché sopra i pannelli del controsoffitto c'è un unico vano aperto. Accorgersene a lavori finiti costa molto più che guardarci in fase di rilievo.

Cosa chiede la legge: il DPCM 5 dicembre 1997 e le pareti interne

Il riferimento italiano per l'acustica degli edifici è il DPCM 5 dicembre 1997, «Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 297 del 22 dicembre 1997. Gli uffici sono nella categoria B, e la Tabella B fissa per loro un indice del potere fonoisolante apparente di 50 dB; la nota della tabella precisa che il valore riguarda gli elementi di separazione fra due distinte unità immobiliari.

Le pareti interne di uno stesso ufficio, quindi, non hanno un minimo di legge. La Corte di Cassazione (Sezione II civile, sentenza n. 20447 del 17 luglio 2023) lo ha ribadito: la disciplina dei requisiti acustici non si applica alle strutture divisorie interne della stessa unità immobiliare, salvo che questa venga poi frazionata in unità distinte.

Il caso da guardare con attenzione è un altro: un piano diviso fra due aziende, o una porzione di ufficio che diventa un'unità a sé. Lì la parete di separazione deve garantire i 50 dB misurati nell'edificio, mentre i valori di laboratorio pubblicati da VetroIN arrivano a 46 dB: serve un progetto acustico dedicato, affidato a un tecnico competente in acustica. Per le stanze interne, invece, l'obiettivo lo decide l'uso: chi ci lavora, cosa si dice lì dentro, quanto rumore c'è fuori.

Quanto isolamento serve: si parte da chi usa la stanza

Un ufficio singolo in cui si lavora al computer e si fa qualche telefonata ha bisogno soprattutto di luce e di staccarsi dal brusio dell'open space: lì il vetro singolo, con i 35-37 dB dichiarati sui sistemi VetroIN, può bastare. Una sala riunioni dove si fanno videochiamate in vivavoce chiede il doppio vetro, una porta con guarnizioni e il plenum interrotto sopra la parete. Per i colloqui riservati, come quelli delle risorse umane, della direzione, di uno studio legale o medico, ha senso partire dalla fascia più alta dei valori dichiarati, 44-46 dB, curare ogni via laterale e, a lavori finiti, far misurare l'isolamento in opera secondo la UNI EN ISO 16283-1.

C'è poi un fattore che si dimentica: il rumore di fondo. In un ufficio molto silenzioso anche una voce attenuata dalla parete resta comprensibile, mentre un fondo costante la copre. La riservatezza dipende dalla parete, ma anche da quello che succede fuori.

Quando le stanze non si possono costruire, il discorso passa all'open space. La UNI EN ISO 3382-3:2022 misura come la voce di una persona si attenua con la distanza negli uffici open plan, con grandezze come D2,S, Lp,A,S,4m e la distanza di distrazione rD. Lì entrano in gioco soffitti fonoassorbenti, pannelli e box acustici. Anche i box hanno i loro numeri, da leggere con attenzione: la cabina INBOX di VetroIN è stata provata nel 2019 dallo Studio Tecnico Robaudi di Firenze secondo la UNI EN ISO 11957 e la UNI EN ISO 717-1, con un risultato di 35 dB. La UNI EN ISO 11957:2009 misura cabine complete, non pareti: quel valore non si confronta direttamente con i 46 dB di una parete provata in laboratorio.

Come lavoriamo sulle pareti VetroIN a Latina, Roma e nel Lazio

Skema Libero è rivenditore e installatore qualificato ufficiale VetroIN e segue uffici, studi e imprese con la sua Divisione Contract. Il primo passo è un preventivo gratuito: bastano una planimetria o le misure di massima con qualche foto, insieme all'indicazione delle stanze che devono restare riservate.

Quando il progetto prende forma serve il sopralluogo tecnico con rilievo in ufficio. È un servizio a pagamento, 250 euro più IVA nelle province di Latina e Roma, scalato per intero dall'ordine, ed è il momento in cui guardiamo i punti che decidono l'acustica: com'è fatto il controsoffitto e cosa c'è sopra, il pavimento, il nodo con la facciata, le porte.

Il progetto e il capitolato li impostiamo con l'ufficio tecnico VetroIN, mettendo per iscritto sistema, vetri, porte e valori di prova. Poi la posa la eseguiamo direttamente noi e restiamo il vostro riferimento per l'assistenza.

Punti chiave

  • Rw è un indice di laboratorio (UNI EN ISO 10140-2 e UNI EN ISO 717-1): descrive la parete da sola, non la stanza finita.
  • In opera si misura R'w secondo la UNI EN ISO 16283-1: comprende controsoffitto, pavimento, facciata e porte, e di solito è più basso.
  • Nei valori dichiarati da VetroIN il passo più grande è il doppio vetro: su EVOLVINWALL, con vetro 6.6.1, si passa da 36 a 44 dB.
  • Nei dati VetroIN il vetro acustico aggiunge 1 o 2 dB, e con 6.6.A il doppio vetro dichiara 46 dB su EVOLVINWALL e 39 dB su TRUELIGHT: il numero è del sistema intero.
  • Il DPCM 5/12/1997 chiede 50 dB in opera solo fra unità immobiliari distinte: per le stanze interne l'obiettivo lo decide l'uso.
  • Una porta che chiude bene e il vano sopra il controsoffitto interrotto in corrispondenza della parete contano quanto la scelta del vetro.
Domande frequenti

Le risposte utili

Di solito no. Il valore di catalogo è un Rw di laboratorio, misurato su un campione in cui il suono passa solo attraverso la parete (UNI EN ISO 10140-2). In ufficio si misura R'w secondo la UNI EN ISO 16283-1, che comprende anche le vie laterali: il vano sopra il controsoffitto, il pavimento, la facciata, le fughe della porta. Il risultato in opera è in genere più basso, e di quanto dipende proprio da questi dettagli.

Sono due passi diversi e si possono sommare. Nei valori di laboratorio dichiarati da VetroIN per EVOLVINWALL il passaggio da vetro singolo a doppio vetro, a parità di vetro 6.6.1, porta da 36 a 44 dB; il vetro acustico aggiunge 1 dB sul vetro singolo (37 dB) e 2 dB sul doppio (46 dB). Per le stanze che devono restare riservate la combinazione più efficace fra quelle pubblicate è il doppio vetro con 6.6.A, sapendo che in opera contano anche porta e controsoffitto.

Non per forza. Nei dati VetroIN la versione cieca di EVOLVINWALL, a doppio pannello da 18 mm con materassino, dichiara 44 dB: quanto il doppio vetro 6.6.1 e meno del doppio vetro 6.6.A, che arriva a 46 dB. Anche SOLIDWALL cieca dichiara 44 dB. Si può quindi tenere la luce senza perdere isolamento, a patto di curare porte e controsoffitto.

No, se separano stanze della stessa unità immobiliare. Il DPCM 5 dicembre 1997 fissa per gli uffici un potere fonoisolante apparente di 50 dB solo fra unità immobiliari distinte, e la Cassazione (sentenza n. 20447 del 17 luglio 2023) ha confermato che la disciplina non vale per le divisorie interne. Se invece la parete separa due aziende o due unità diverse, i 50 dB in opera sono obbligatori e serve un progetto acustico curato da un tecnico competente in acustica.

Con una misura in opera secondo la UNI EN ISO 16283-1, eseguita da un tecnico competente in acustica: il risultato si esprime come R'w o come isolamento standardizzato DnT,w, ricavati con la UNI EN ISO 717-1. Per le stanze dove la riservatezza conta davvero conviene decidere già nel capitolato se fare la misura a fine lavori e con quali obiettivi.

Sono misure diverse e non vanno confrontate direttamente. La cabina INBOX di VetroIN ha ottenuto 35 dB in una prova del 2019 dello Studio Tecnico Robaudi di Firenze, secondo la UNI EN ISO 11957, la norma per le cabine complete; i valori delle pareti sono misure di laboratorio sul solo elemento. Il box serve soprattutto in open space, quando occorre un posto chiuso per telefonate o piccole riunioni senza costruire una stanza.

Il rapporto di prova, non solo il numero: laboratorio, norma di prova, data, dimensioni del campione, configurazione misurata (tipo di vetro, con o senza porta) e il valore completo Rw (C; Ctr). Poi il dettaglio di come la parete si chiude a soffitto, a pavimento e contro la facciata. Due pareti con lo stesso Rw possono dare risultati diversi in ufficio se cambiano questi punti.

Fonti ufficiali: · · · · · · · · · · · · · · · · ·

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