Che cos'è un pavimento vinilico eterogeneo in telo
Taralay fa parte dei pavimenti resilienti vinilici eterogenei: è fatto di più strati sovrapposti, con uno strato d'usura in superficie e un supporto che gli dà stabilità e comfort. Si posa in teli (rotoli) incollati al sottofondo, e ne viene fuori una superficie continua, senza le fughe delle piastrelle. Proprio questo lo fa scegliere negli ambienti molto frequentati: meno punti dove si ferma lo sporco, pulizia più veloce, più igiene.
Per le norme, il prodotto risponde alla EN ISO 10582, quella dei rivestimenti vinilici eterogenei; la resistenza al passaggio si legge nella classe d'uso EN ISO 10874. Con superfici ampie e traffico costante, il telo ha più senso di una piastra o di una plancia.
Le tre famiglie Taralay
Taralay ha tre famiglie, ognuna con un aspetto e prestazioni diverse. Quale scegliere dipende dall'ambiente, dal traffico previsto e dall'effetto che volete ottenere: quando prepariamo il preventivo vi aiutiamo a scegliere famiglia e decor, sempre in base alla scheda tecnica della collezione.
Trattamenti superficiali: Protecsol ed Evercare, senza cera
Un vantaggio pratico di Taralay è la finitura di fabbrica. Protecsol ed Evercare sono trattamenti poliuretanici (PUR) applicati in produzione: il pavimento resiste di più a graffi e macchie, ha una finitura opaca gradevole e si pulisce più facilmente. In concreto non serve la ceratura o la metallizzazione iniziale che chiedevano i vinilici più datati, e si risparmiano costi e tempi della prima manutenzione.
Per la pulizia ordinaria bastano un panno ben strizzato e un detergente neutro, senza abrasivi, solventi, cere o getti di vapore. Dopo anni di forte usura, sui prodotti PUR si può ravvivare la superficie con un trattamento poliuretanico dedicato, invece dei vecchi cicli di strip and wax.
Comfort acustico negli ambienti collettivi
In scuole, uffici e strutture sanitarie il rumore di calpestio pesa sulla giornata di chi ci sta. Taralay esiste anche in versioni acustiche, con una sottofaccia integrata che riduce il rumore trasmesso ai piani di sotto, valutato secondo la EN ISO 717-2.
Va detto però che la prestazione acustica finale di un edificio, cioè l'indice L'nw richiesto in Italia dal DPCM 5/12/1997, dipende da tutto il solaio in opera: il pavimento conta molto, ma contano anche massetto, materassino e struttura. In fase di progetto scegliamo insieme la versione più coerente con gli obiettivi acustici del lavoro.
Emissioni, ftalati e certificazioni
I pavimenti Taralay attuali sono dichiarati privi di ftalati e conformi al regolamento REACH, in linea con la restrizione europea sui plastificanti che ha reso la produzione UE in larga parte phthalate-free. Le emissioni sono molto basse: la classe A+ dell'etichetta francese COV, la migliore, e la certificazione FloorScore attestano una bassa emissione di composti organici volatili, cosa che conta negli ambienti chiusi e frequentati.
Per le norme, i rivestimenti resilienti hanno la marcatura CE secondo la EN 14041, con una Dichiarazione di Prestazione che riporta reazione al fuoco, scivolosità, emissione di formaldeide e altre caratteristiche essenziali. Per molte gamme sono pubblicate anche EPD e HPD. Negli appalti pubblici e nel contract bisogna poi tenere conto dei CAM Edilizia, in vigore dal 2026.
Dove si usa Taralay
Taralay si sceglie dove il pavimento deve reggere un passaggio continuo e restare igienico. Nelle scuole contano continuità, pulizia facile e comfort acustico; negli uffici l'aspetto insieme alla resistenza; nel retail regge il traffico costante e resta in ordine nel tempo; nelle strutture sanitarie la superficie continua e i trattamenti di fabbrica aiutano l'igiene. Non è un prodotto residenziale di serie, ma un pavimento contract per grandi metrature.
La classe d'uso va sempre scelta in base all'ambiente e all'intensità del traffico, secondo la scheda tecnica, e la verifichiamo insieme in fase di progetto: in un ambiente meno sollecitato si può mettere una classe superiore, mai il contrario.
Posa incollata e preparazione del sottofondo
I teli Taralay si posano incollati: è il modo più stabile per le grandi superfici e per il contract, e va bene anche con il riscaldamento a pavimento.
Molto dipende dal sottofondo: il massetto deve essere planare, asciutto e con umidità residua entro i limiti indicati, misurata con il metodo al carburo, e spesso serve una rasatura autolivellante con primer perché le imperfezioni non si vedano in superficie. Skema Libero segue queste fasi come unico interlocutore, dal preventivo alla posa finita. Lavoriamo a Latina, Roma e in tutta la provincia e il Lazio.