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Tecnica

Capire il rumore di calpestio nei pavimenti resilienti

Il rumore di calpestio è uno dei fastidi più comuni negli edifici: passi, sedie spostate, oggetti che cadono passano attraverso il solaio e arrivano all'appartamento di sotto.

A cura dell'Ufficio tecnico Skema Libero · Aggiornato al 24/07/2026

Con i pavimenti resilienti - vinilici e LVT - lo si tiene sotto controllo già quando si sceglie il prodotto e, ancora di più, quando lo si posa. Molte gamme hanno versioni "acustiche", con una sottofaccia integrata che smorza le vibrazioni prima che arrivino alla struttura. Per confrontarle c'è una grandezza precisa, il delta Lw, misurata secondo la norma EN ISO 717-2.

In Italia c'è poi una legge che fissa i limiti per le abitazioni e gli altri edifici: il DPCM 5 dicembre 1997, con l'indice L'nw. Questi numeri dicono molto, ma non tutto: su questo tema si fanno spesso promesse che poi in opera non tornano. Lavoriamo a Latina, a Roma e nel resto del Lazio, e l'acustica la guardiamo insieme al progetto, non dopo.

Cos'è il rumore di calpestio (e perché è diverso dal rumore aereo)

Quando parliamo di isolamento acustico di un edificio dobbiamo distinguere due fenomeni ben diversi. Il rumore aereo è quello che viaggia nell'aria - voci, musica, televisione - e viene fermato soprattutto dalla massa delle pareti e dei solai. Il rumore di calpestio è invece un rumore "da impatto": nasce da un urto diretto sul pavimento, come un passo o una sedia trascinata, e si trasmette come vibrazione nella struttura, arrivando ai locali sottostanti attraverso il solaio.

Proprio perché è un rumore da impatto, il pavimento gioca un ruolo diretto. Una superficie dura e rigida trasmette l'urto quasi integralmente; uno strato elastico interposto, invece, assorbe parte dell'energia dell'impatto e la converte in calore, riducendo la vibrazione che passa alla struttura. È qui che i pavimenti resilienti e, in particolare, le loro versioni acustiche possono dare un contributo concreto.

Il delta Lw, la prestazione del pavimento (EN ISO 717-2)

Per confrontare i pavimenti in modo oggettivo si usa il delta Lw (scritto anche ΔLw, riduzione del livello di rumore da calpestio). È un valore in decibel che indica quanto un rivestimento riduce il rumore di calpestio rispetto a un solaio nudo di riferimento: più alto è il numero, meglio è. La misura si effettua in laboratorio secondo la norma EN ISO 717-2, che definisce il metodo per esprimere l'isolamento dal rumore di calpestio con un unico indice sintetico.

Nei pavimenti vinilici questo dato dipende dalla presenza e dal tipo di sottofaccia acustica: le versioni con supporto smorzante integrato arrivano a valori dell'ordine dei 19 dB sui prodotti vinilici di fascia alta. È un contributo importante, ma va letto per quello che è: la prestazione del solo rivestimento, misurata su un solaio standard di laboratorio. Il valore esatto varia secondo la collezione e la versione: fa fede sempre la scheda tecnica del prodotto specifico.

Le versioni acustiche con sottofaccia integrata

Molte gamme resilienti hanno, accanto alla versione standard, una versione "acoustic". Cambia uno strato inferiore ammortizzante già accoppiato in fabbrica al rivestimento, che evita di dover posare un materassino separato. Questo strato attenua il calpestio e rende anche il pavimento più morbido e meno freddo sotto i piedi.

Tra i prodotti Gerflor - marchio che Skema Libero tratta e posa - ci sono versioni acustiche sia nei prodotti residenziali (come le linee LVT con supporto acustico e i teli vinilici in versione HQR, pensata anche per il comfort acustico) sia nella gamma contract Creation, disponibile in configurazione Rigid Acoustic con nucleo rigido e sottofondo acustico integrato.

Standard o acustica dipende dal posto: un appartamento su più livelli, un ufficio open space e una scuola hanno esigenze diverse. Per decidere si parte dal progetto e dai limiti da rispettare.

Residenziale e alberghi≤ 63 dBScuole e ospedali≤ 58 dBUffici e attività≤ 55 dB
DPCM 5/12/1997 — limiti dell'indice di calpestio L'nw (più basso = più severo).

I limiti italiani nel DPCM 5 dicembre 1997 e l'indice L'nw

In Italia i requisiti acustici passivi degli edifici sono fissati dal DPCM 5 dicembre 1997. Per il rumore di calpestio la grandezza normata è l'indice L'nw (livello di rumore di calpestio normalizzato, misurato in opera): a differenza del delta Lw del solo pavimento, l'L'nw esprime quanto rumore da impatto arriva effettivamente nel locale sottostante. Attenzione al verso della scala: qui il numero indica il rumore che passa, quindi più è basso, meglio è.

I limiti del decreto cambiano con la destinazione d'uso dell'edificio: L'nw minore o uguale a 63 dB per abitazioni e alberghi; minore o uguale a 58 dB per scuole e ospedali; minore o uguale a 55 dB per uffici e attività analoghe. Sono valori che vanno verificati con misure in opera e riguardano l'insieme dell'edificio finito, non un singolo componente.

Il pavimento contribuisce, ma da solo non decide il risultato

È il punto su cui nascono più equivoci, quindi conviene dirlo chiaro. Il delta Lw è la prestazione del pavimento; l'L'nw è la prestazione dell'intero solaio in opera. Sono due cose diverse. Un pavimento vinilico acustico con un buon delta Lw contribuisce a migliorare l'L'nw, ma non lo garantisce da solo.

Il risultato finale dipende da tutta la stratigrafia: il tipo di solaio, il massetto, l'eventuale materassino anticalpestio sotto il massetto (il cosiddetto "massetto galleggiante"), i giunti perimetrali, i ponti acustici lungo le pareti e gli impianti.

Un ottimo rivestimento posato su un solaio mal disaccoppiato può non bastare a rientrare nei limiti di legge; viceversa, un solaio ben progettato arriva al risultato con margine. Per questo non ci fidiamo delle promesse fatte sul solo prodotto: sommare "i decibel del pavimento" non equivale a rispettare l'L'nw. La verifica seria si fa sul progetto acustico e, quando richiesto, con misure in opera.

Come la posa influisce sull'acustica

Anche il modo in cui il pavimento viene messo in opera incide sul comportamento acustico. Nelle pose incollate (dryback) il rivestimento aderisce al sottofondo e il contributo acustico è quello proprio dello strato del prodotto. Nelle pose flottanti a click, tipiche dei rigidi SPC, il giunto perimetrale di dilatazione va sempre lasciato: se il pavimento tocca le pareti crea un ponte acustico che vanifica parte dell'isolamento.

Allo stesso modo, un sottofondo non planare o non correttamente preparato può generare rumori parassiti e ridurre il beneficio della sottofaccia acustica. Serve un massetto planare e asciutto, con l'umidità residua entro i limiti indicati dalla scheda, spesso preparato con rasatura autolivellante e primer. Insomma, la posa fa parte della prestazione. Anche per questo il cliente ha un solo interlocutore dal preventivo alla posa: chi sceglie il prodotto è lo stesso che poi lo mette in opera.

In casa il rumore di calpestio è uno dei disturbi più frequenti tra piani diversi.
In casa il rumore di calpestio è uno dei disturbi più frequenti tra piani diversi.

Si sceglie partendo dal progetto, non dai decibel

Prima si definisce l'obiettivo acustico - qual è l'edificio, quale destinazione d'uso, quali limiti di legge si applicano - e poi si sceglie il pavimento e la stratigrafia coerenti con quell'obiettivo. In una ristrutturazione residenziale su solaio esistente, per esempio, il margine di intervento sul solaio può essere limitato: in quel caso una versione acustica del rivestimento aiuta, ma va inquadrata realisticamente.

Nel canale contract e pubblico entrano in gioco anche altri aspetti - reazione al fuoco, classi d'uso, requisiti dei capitolati - che vanno considerati insieme all'acustica. Questa lettura la facciamo insieme al cliente: prima nel preventivo su misura, che è gratuito, poi al sopralluogo tecnico, prima dell'ordine.

Guardiamo prodotto, posa e contesto, non un numero sulla scheda. Lavoriamo a Latina, a Roma e nel resto della provincia e del Lazio; i pavimenti Gerflor sono una linea nuova, accanto a infissi ed edilizia.

Punti chiave

  • Il rumore di calpestio è un rumore da impatto: si trasmette come vibrazione nel solaio, diverso dal rumore aereo.
  • Il delta Lw (EN ISO 717-2) misura quanto il pavimento riduce il calpestio: più alto è meglio; sui vinilici di fascia alta si arriva intorno a 19 dB secondo la versione.
  • Le versioni acustiche hanno una sottofaccia smorzante integrata: disponibili sia in gamme residenziali sia nel contract (es. Creation Rigid Acoustic).
  • In Italia i limiti sono fissati dal DPCM 5/12/1997 con l'indice L'nw in opera: <= 63 dB residenziale, <= 58 scuole/ospedali, <= 55 uffici; qui più basso è meglio.
  • Attenzione: l'L'nw è la prestazione dell'intero solaio; il delta Lw del pavimento concorre ma non la garantisce da solo.
  • La posa conta: giunto perimetrale nei click, sottofondo planare e asciutto; il prodotto e l'esecuzione vanno progettati insieme.

Fonti ufficiali: ANIT — DPCM 5 dicembre 1997 (requisiti acustici passivi degli edifici) · Poroton — Requisiti acustici passivi degli edifici (DPCM 5/12/1997)

Contenuto divulgativo aggiornato al 2026. Norme e dati dichiarati dai produttori possono cambiare: per il tuo progetto fa fede la documentazione aggiornata.

Domande frequenti

Le domande più comuni

Non da solo. Il pavimento contribuisce con il suo delta Lw, ma il limite di legge (L'nw del DPCM 5/12/1997) riguarda l'intero solaio in opera e dipende anche da massetto, eventuale materassino, giunti e struttura. Un buon rivestimento aiuta, ma il risultato va verificato sul progetto acustico complessivo.

Il delta Lw (EN ISO 717-2) è la riduzione del rumore di calpestio dovuta al solo pavimento, misurata in laboratorio: più alto, meglio. L'L'nw è il livello di rumore di calpestio che arriva davvero nel locale sottostante, misurato in opera sull'intero solaio: più basso, meglio. Sono grandezze diverse e non si sommano in modo lineare.

Il DPCM 5 dicembre 1997 fissa l'indice L'nw a un massimo di 63 dB per abitazioni e alberghi, 58 dB per scuole e ospedali, 55 dB per uffici e attività analoghe. Si controllano a edificio finito, con una misura sul posto.

Fino a circa 19 dB sulle versioni acustiche di fascia alta. Il dato esatto è sempre indicato nella scheda tecnica del prodotto specifico.

Sì, molto. Per esempio, il giunto lungo le pareti va sempre lasciato. Serve inoltre un sottofondo planare e asciutto: una preparazione scorretta riduce il beneficio della sottofaccia acustica.

Sì. Lavoriamo a Latina, Roma e in tutta la provincia e il Lazio, e hai un solo interlocutore dal preventivo alla posa. Guardiamo insieme prodotto, posa e contesto, compresi i requisiti acustici del progetto. Ti prepariamo un preventivo su misura, gratuito; il sopralluogo tecnico lo facciamo prima dell'ordine.

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