Cos'è il rumore di calpestio (e perché è diverso dal rumore aereo)
Quando parliamo di isolamento acustico di un edificio dobbiamo distinguere due fenomeni ben diversi. Il rumore aereo è quello che viaggia nell'aria - voci, musica, televisione - e viene fermato soprattutto dalla massa delle pareti e dei solai. Il rumore di calpestio è invece un rumore "da impatto": nasce da un urto diretto sul pavimento, come un passo o una sedia trascinata, e si trasmette come vibrazione nella struttura, arrivando ai locali sottostanti attraverso il solaio.
Proprio perché è un rumore da impatto, il pavimento gioca un ruolo diretto. Una superficie dura e rigida trasmette l'urto quasi integralmente; uno strato elastico interposto, invece, assorbe parte dell'energia dell'impatto e la converte in calore, riducendo la vibrazione che passa alla struttura. È qui che i pavimenti resilienti e, in particolare, le loro versioni acustiche possono dare un contributo concreto.
Il delta Lw: la prestazione del pavimento secondo EN ISO 717-2
Per confrontare i pavimenti in modo oggettivo si usa il delta Lw (scritto anche ΔLw, riduzione del livello di rumore da calpestio). È un valore in decibel che indica quanto un rivestimento riduce il rumore di calpestio rispetto a un solaio nudo di riferimento: più alto è il numero, meglio è. La misura si effettua in laboratorio secondo la norma EN ISO 717-2, che definisce il metodo per esprimere l'isolamento dal rumore di calpestio con un unico indice sintetico.
Nei pavimenti vinilici questo dato dipende dalla presenza e dal tipo di sottofaccia acustica: le versioni tecniche più evolute, con supporto smorzante integrato, arrivano a valori dell'ordine dei 19 dB sui prodotti vinilici di fascia alta. È un contributo importante, ma va letto per quello che è: la prestazione del solo rivestimento, misurata su un solaio standard di laboratorio. Il valore esatto varia secondo la collezione e la versione: fa fede sempre la scheda tecnica del prodotto specifico.
Le versioni acustiche con sottofaccia integrata
Molte gamme resilienti propongono una versione "acoustic" accanto a quella standard. La differenza sta in uno strato inferiore ammortizzante già accoppiato in fabbrica al rivestimento, che evita di dover posare un materassino separato. Questo strato lavora sull'attenuazione del calpestio e migliora anche il comfort al passo e la sensazione di calore.
Nel mondo Gerflor - marchio che Skema Libero tratta e posa - troviamo versioni acustiche sia nei prodotti residenziali (come le linee LVT con supporto acustico e i teli vinilici in versione HQR, pensata anche per il comfort acustico) sia nella gamma contract Creation, disponibile in configurazione Rigid Acoustic con nucleo rigido e sottofondo acustico integrato. La scelta tra una versione standard e una acustica dipende dal contesto: un appartamento su più livelli, un ufficio open space, un ambiente scolastico hanno esigenze diverse. Per capire quale versione serve davvero conviene partire dal progetto e dai limiti da rispettare.
Il quadro italiano: il DPCM 5 dicembre 1997 e l'indice L'nw
In Italia i requisiti acustici passivi degli edifici sono fissati dal DPCM 5 dicembre 1997. Per il rumore di calpestio la grandezza normata è l'indice L'nw (livello di rumore di calpestio normalizzato, misurato in opera): a differenza del delta Lw del solo pavimento, l'L'nw esprime quanto rumore da impatto arriva effettivamente nel locale sottostante. Attenzione al verso della scala: qui il numero indica il rumore che passa, quindi più è basso, meglio è.
I limiti fissati dal decreto dipendono dalla destinazione d'uso dell'edificio. In sintesi: L'nw minore o uguale a 63 dB per abitazioni e alberghi; minore o uguale a 58 dB per scuole e ospedali; minore o uguale a 55 dB per uffici e attività analoghe. Sono valori che vanno verificati con misure in opera e riguardano l'insieme dell'edificio finito, non un singolo componente.
L'onestà tecnica: il pavimento concorre, ma non decide da solo
Questo è il punto più importante di tutta la guida, e lo diciamo chiaramente perché è spesso fonte di equivoci. Il delta Lw è la prestazione del pavimento; l'L'nw è la prestazione dell'intero solaio in opera. Sono due cose diverse. Un pavimento vinilico acustico con un buon delta Lw contribuisce a migliorare l'L'nw, ma non lo garantisce da solo.
Il risultato finale dipende da tutta la stratigrafia: il tipo di solaio, il massetto, l'eventuale materassino anticalpestio sotto il massetto (il cosiddetto "massetto galleggiante"), i giunti perimetrali, i ponti acustici lungo le pareti e gli impianti. Un ottimo rivestimento posato su un solaio mal disaccoppiato può non bastare a rientrare nei limiti di legge; viceversa, un solaio ben progetto arriva al risultato con margine. Per questo diffidiamo delle promesse fatte sul solo prodotto: sommare "i decibel del pavimento" non equivale a rispettare l'L'nw. La verifica seria si fa sul progetto acustico e, quando richiesto, con misure in opera.

Come la posa influisce sull'acustica
Anche il modo in cui il pavimento viene messo in opera incide sul comportamento acustico. Nelle pose incollate (dryback) il rivestimento aderisce al sottofondo e il contributo acustico è quello proprio dello strato del prodotto. Nelle pose flottanti a click, tipiche dei rigidi SPC, il giunto perimetrale di dilatazione va sempre lasciato: se il pavimento tocca le pareti crea un ponte acustico che vanifica parte dell'isolamento.
Allo stesso modo, un sottofondo non planare o non correttamente preparato può generare rumori parassiti e ridurre il beneficio della sottofaccia acustica. Serve un massetto planare e asciutto, con l'umidità residua entro i limiti indicati dalla scheda, spesso preparato con rasatura autolivellante e primer. La qualità della posa, insomma, è parte integrante della prestazione: è uno dei motivi per cui offriamo un solo interlocutore dal preventivo alla posa, così che la scelta del prodotto e l'esecuzione siano coerenti.

Come scegliere: partire dal progetto, non dai decibel
Il consiglio pratico è semplice: prima si definisce l'obiettivo acustico - qual è l'edificio, quale destinazione d'uso, quali limiti di legge si applicano - e poi si sceglie il pavimento e la stratigrafia coerenti con quell'obiettivo. In una ristrutturazione residenziale su solaio esistente, per esempio, il margine di intervento sul solaio può essere limitato: in quel caso una versione acustica del rivestimento aiuta, ma va inquadrata realisticamente.
Nel canale contract e pubblico entrano in gioco anche altri aspetti - reazione al fuoco, classi d'uso, requisiti dei capitolati - che vanno considerati insieme all'acustica. Skema Libero affianca il cliente in questa lettura: proponiamo un sopralluogo tecnico e un preventivo su misura, gratuito e senza impegno, valutando prodotto, posa e contesto invece di vendere un numero. Operiamo a Latina, a Roma e in tutta la provincia e il Lazio, con la nuova linea di pavimenti Gerflor accanto alle soluzioni per infissi ed edilizia.
Punti chiave
- Il rumore di calpestio è un rumore da impatto: si trasmette come vibrazione nel solaio, diverso dal rumore aereo.
- Il delta Lw (EN ISO 717-2) misura quanto il pavimento riduce il calpestio: più alto è meglio; sui vinilici top si arriva intorno a 19 dB secondo la versione.
- Le versioni acustiche hanno una sottofaccia smorzante integrata: disponibili sia in gamme residenziali sia nel contract (es. Creation Rigid Acoustic).
- In Italia i limiti sono fissati dal DPCM 5/12/1997 con l'indice L'nw in opera: <= 63 dB residenziale, <= 58 scuole/ospedali, <= 55 uffici; qui più basso è meglio.
- Onestà fondamentale: l'L'nw è la prestazione dell'intero solaio; il delta Lw del pavimento concorre ma non la garantisce da solo.
- La posa conta: giunto perimetrale nei click, sottofondo planare e asciutto; il prodotto e l'esecuzione vanno progettati insieme.