Le sette verifiche, in breve
Le sette verifiche sono queste: la dichiarazione di prestazione del serramento, il capitolato di posa, i documenti per la detrazione fiscale, la garanzia scritta, il rilievo delle misure esecutive, le condizioni economiche scritte nel contratto e l'assistenza dopo l'installazione. Qui sotto le trovi come domande da fare; nel resto della pagina sono sviluppate una per una, con la risposta che dovresti sentirti dare.
Nessuna di queste verifiche richiede competenze tecniche. Sono domande a cui un'azienda organizzata risponde in pochi minuti, di solito consegnando un documento che ha già. Il modo in cui vengono accolte dice quasi tutto: chi lavora bene le trova normali, perché sono le stesse cose che scrive nei propri capitolati; chi si innervosisce, o risponde «stia tranquillo, facciamo tutto noi», sta dicendo che quei documenti non li ha pronti.
Fai le stesse identiche domande a tutti i fornitori che stai confrontando, e annota le risposte. Confrontare tre preventivi che descrivono cose diverse non serve a niente; confrontare tre risposte alle stesse sette domande serve moltissimo.
Vale la pena tenere presente una cosa: chi ti cambia gli infissi ti vende due cose insieme, un prodotto industriale certificato e un servizio artigianale eseguito a casa tua. Si valutano in modo diverso, e quasi tutti i problemi che nascono dopo derivano dall'aver guardato solo alla prima.
• Chiedi la dichiarazione di prestazione (DoP) del serramento marcato CE secondo la UNI EN 14351-1, con le classi di tenuta e il valore di trasmittanza Uw.
• Chiedi come viene eseguita la posa e pretendi che sia una voce descritta nel preventivo, non una parola sola.
• Chiedi chi rilascia la dichiarazione sui requisiti di trasmittanza e chi trasmette la pratica ENEA per la detrazione, e se è compreso nel prezzo.
• Chiedi la garanzia per iscritto, distinguendo quella del produttore da quella sulla posa, e chi interviene materialmente se qualcosa non va.
• Chiedi chi prende le misure esecutive, in che momento e chi risponde se il serramento arriva fuori misura.
• Chiedi che acconti, saldo e condizioni siano scritti nel contratto, insieme alla descrizione precisa di ciò che stai comprando e a cosa succede se le date slittano.
• Chiedi come funziona l'assistenza dopo la posa e chi conserva la scheda tecnica del tuo ordine per i ricambi futuri.
Verifica 1: la marcatura CE e la dichiarazione di prestazione
Chiedi la dichiarazione di prestazione, la DoP: è il documento che descrive davvero cosa stai comprando. Finestre e porte esterne pedonali immesse sul mercato devono essere marcate CE secondo la norma armonizzata UNI EN 14351-1, e la marcatura non è un bollino di qualità generico: obbliga il fabbricante a dichiarare valori misurati, non aggettivi.
Le voci che contano nella vita quotidiana sono poche: la permeabilità all'aria (UNI EN 12207), che decide se sentirai spifferi; la tenuta all'acqua (UNI EN 12208), decisiva sulle facciate esposte alla pioggia battente, come accade spesso sul litorale pontino; la resistenza al carico del vento (UNI EN 12210); e la trasmittanza termica Uw in W/m²K, dove più il numero è basso, meglio isola l'insieme di telaio e vetro. Le scale complete delle classi e il modo di leggerle sono spiegati nelle guide «Marcatura CE dei serramenti» (skemalibero.it/tecnica/marcatura-ce-serramenti-uni-en-14351/) e «Permeabilità all'aria, tenuta all'acqua e resistenza al vento» (skemalibero.it/tecnica/permeabilita-aria-tenuta-acqua-vento-infissi/).
Cosa chiedere: «Mi mandate la dichiarazione di prestazione del serramento che mi state proponendo, con la classe di permeabilità all'aria e il valore Uw della mia finestra?».
Cosa deve risponderti: un documento, non un aggettivo. Nella DoP controlla che le voci che ti interessano riportino una classe o un valore reale e non la sigla NPD, che significa «nessuna prestazione determinata». E attenzione a un punto che sfugge spesso: i valori sono riferiti a un campione di dimensioni di prova, quindi sulla tua finestra reale lo Uw può cambiare. Un fornitore preparato te lo dice da solo e ti calcola il valore sulla tua misura, perché è quello che serve per la detrazione.
Il limite onesto di questa verifica: la marcatura CE riguarda il prodotto uscito dalla fabbrica, provato in laboratorio. Non dice nulla su come quel serramento verrà collegato al tuo muro. Ecco perché la verifica successiva pesa almeno quanto questa.
Verifica 2: la posa, cioè la parte che conta di più e si legge di meno
Pretendi che la posa sia una voce descritta e quantificata nel preventivo, perché è lì che le prestazioni dichiarate si conservano o si perdono. Un serramento è certificato su un campione montato in laboratorio con giunti perfetti; a casa tua quel telaio incontra una muratura mai perfettamente in squadro, spesso un vecchio controtelaio e finiture da rifare. Se il collegamento fra telaio e parete non è progettato, aria e acqua passano dal giunto, non dal vetro: hai pagato una classe alta e vivi in una casa con gli spifferi.
Le norme tecniche di riferimento sono due. La UNI 11673 riguarda la progettazione e l'esecuzione della posa: definisce i nodi di collegamento e organizza il giunto in tre piani funzionali sovrapposti, con la regola pratica «più sigillato verso l'interno, più traspirante verso l'esterno». La UNI 10818 riguarda invece i ruoli e le responsabilità delle figure coinvolte: chi risponde di cosa. Come è fatto un giunto corretto, nodo per nodo, è spiegato nella guida «La posa in opera dei serramenti» (skemalibero.it/tecnica/posa-in-opera-serramenti-uni-10818/).
Quello che riguarda la scelta del fornitore, però, è un altro punto, ed è la ragione per cui questa verifica non si esaurisce nel citare una sigla: la norma tecnica vale come regola dell'arte in mancanza di accordi specifici, ma ciò che è scritto nel contratto prevale. Per questo non basta che il venditore dica «posiamo secondo la UNI 11673»: quella frase deve stare nel preventivo o nel capitolato che firmi.
Cosa chiedere: «La posa è una voce separata del preventivo? Con quali materiali viene realizzato il giunto? I posatori sono vostri o in subappalto, e chi risponde se il giunto non tiene?».
Cosa deve risponderti: che la posa è descritta e quantificata come voce, non nascosta nel totale; che il giunto prevede materiali diversi per i diversi strati, perché nastri, membrane, sigillanti e schiume non sono intercambiabili; e che c'è un nome e cognome di chi risponde del risultato. Il subappalto in sé non è un difetto: molte aziende serie lavorano con squadre stabili di posatori esterni. Il difetto è quando nessuno sa dirti chi tornerà a casa tua se qualcosa non funziona.
Verifica 3: le detrazioni, cioè chi prepara e chi firma i documenti
Le carte della detrazione le prepara chi ti vende e installa gli infissi, non il tuo commercialista: chiedi quindi chi firma la dichiarazione sui requisiti di trasmittanza e chi trasmette la pratica ENEA. È la domanda che distingue nettamente un'azienda organizzata da una che non lo è; «quanto recupero?» è invece una domanda per il tuo consulente fiscale.
In sintesi, per le spese sostenute nel 2026 la detrazione è pari al 50% se l'intervento riguarda l'abitazione principale del titolare del diritto e al 36% negli altri casi, come seconde case o immobili locati, e si recupera in dichiarazione dei redditi in dieci quote annuali di pari importo. Ecobonus e Bonus ristrutturazione non sono cumulabili sulla stessa spesa e hanno massimali costruiti in modo diverso. Aliquote, massimali, requisiti di trasmittanza fissati dalla Tabella 1 dell'Allegato E del D.M. 6 agosto 2020 e riduzioni già previste dal 2027 sono trattati per esteso nella guida «Ecobonus e Bonus Casa per la sostituzione degli infissi» (skemalibero.it/tecnica/ecobonus-bonus-casa-infissi-2026/).
Sul piano pratico servono tre cose, e sono cose che il fornitore deve saperti dire subito. La trasmissione all'ENEA della scheda descrittiva entro 90 giorni dalla fine dei lavori, che rilascia un codice CPID da conservare. La documentazione tecnica: per la sola sostituzione degli infissi in singole unità immobiliari può bastare la dichiarazione del fornitore o dell'installatore che attesta il rispetto dei valori di trasmittanza, mentre negli altri casi serve l'asseverazione di un tecnico abilitato; l'APE, invece, non è richiesto per la sostituzione degli infissi nelle singole unità immobiliari. Infine i pagamenti tracciabili con bonifico parlante, con la causale che richiama la norma agevolativa, il codice fiscale del beneficiario e la partita IVA del destinatario.
Cosa chiedere: «Chi firma la dichiarazione sui requisiti di trasmittanza? Chi trasmette la pratica ENEA e mi consegna il CPID? È compreso nel prezzo o è un costo a parte? E mi date il valore Uw calcolato sulle mie misure, non quello del campione?».
Cosa deve risponderti: nomi e responsabilità precise, e la conferma che riceverai la scheda tecnica del prodotto con la DoP e la dichiarazione di conformità dei valori. Un'azienda che gestisce internamente gli adempimenti te lo dice subito; una che risponde «poi ci pensa il suo commercialista» ti sta lasciando in mano una parte del lavoro che non ti compete. Resta comunque vero che la convenienza fiscale nel tuo caso specifico va verificata con il tuo consulente e sulle fonti ufficiali dell'Agenzia delle Entrate e dell'ENEA: nessun serramentista può sostituirsi a quella verifica.
Verifica 4: la garanzia scritta e chi la onora materialmente
Fatti dare la garanzia per iscritto e distinta in due, perché «garantito dieci anni» da solo non significa niente: nella sostituzione degli infissi convivono garanzie diverse, con durate diverse e soggetti diversi che le onorano.
La prima è la garanzia convenzionale del produttore, cioè quella che trovi nei cataloghi: può riguardare il sistema, la ferramenta o solo il ciclo di verniciatura, con durate che cambiano da prodotto a prodotto. Va letta per capire cosa copre davvero: molte garanzie di produttore coprono la sostituzione del componente difettoso ma non la manodopera per smontarlo e rimontarlo, né l'eventuale ponteggio o piattaforma. Se abiti al quarto piano, quella differenza è la voce di costo più pesante.
La seconda è la garanzia sulla posa, che è di chi ha eseguito il lavoro e non del produttore. È quella che serve quando entra acqua dal davanzale o si formano macchie di condensa attorno al telaio: sono difetti del giunto, non del serramento. Sul piano legale il quadro dipende da come è impostato il contratto. Nella vendita al consumatore opera la garanzia legale di conformità del Codice del consumo, che copre i difetti manifestatisi entro due anni dalla consegna. Quando invece il rapporto è un appalto, si applica l'articolo 1667 del Codice civile: i vizi vanno denunciati entro sessanta giorni dalla scoperta e l'azione si prescrive in due anni dalla consegna dell'opera. Per i difetti gravi che incidono sull'immobile esistono termini diversi e più lunghi, ma è una materia da valutare con un legale e non da liquidare in una riga di preventivo.
Cosa chiedere: «La garanzia sulla posa è distinta da quella del prodotto? Per quanti anni? Copre anche la manodopera e la trasferta dell'intervento?».
Cosa deve risponderti: un foglio, con durate distinte per prodotto e per posa e con l'indicazione esplicita di cosa è incluso. Se la risposta è solo verbale, nel momento del problema non avrai nulla da mostrare.
Verifica 5: il rilievo delle misure, cioè la differenza fra un preventivo e un ordine
Il preventivo e il rilievo esecutivo sono due momenti diversi, e confonderli è il fraintendimento più comune: il primo serve a orientarti e a confrontare le offerte, il secondo manda le misure in fabbrica.
Il preventivo di massima si costruisce sulle misure che prendi tu, larghezza e altezza del vano apertura per apertura, insieme a qualche fotografia degli infissi esistenti da dentro e da fuori. Non richiede precisione millimetrica, perché serve a inquadrare la fornitura: le foto dicono già molto su cassonetti, spallette e stato dei serramenti. Per avere un preventivo il sopralluogo non è necessario, ed è ragionevole aspettarsi che il preventivo sia gratuito.
Il rilievo esecutivo è un'altra cosa. È il momento in cui si passa dalle idee alla produzione, e le misure devono essere quelle che vanno in fabbrica. Comporta il rilievo apertura per apertura, la verifica di ciò che sta dietro il telaio vecchio (controtelai, falsi telai, spallette, soglie e davanzali, stato delle murature), le quote e i vincoli di posa, gli accessi e la logistica di cantiere. È lavoro tecnico specialistico e impegna una parte importante della giornata di una persona qualificata con strumenti professionali.
Il punto che conta per te non è se questo rilievo si paga o è incluso, ma che la scelta sia dichiarata prima e che sia chiaro chi risponde delle misure. Chi manda in produzione serramenti su misure prese «a occhio» sta scaricando su di te il rischio dell'errore, e un serramento fuori misura significa rifacimento e spesso opere murarie. Chi invece non addebita il rilievo esecutivo lo sta comunque pagando: quel costo è dentro il prezzo finale. Non è un difetto, è una scelta commerciale diversa; l'importante è saperlo. Per trasparenza dichiariamo la nostra come termine di paragone: da Skema Libero il preventivo è gratuito e si fa su misure di massima e foto, mentre il sopralluogo tecnico con rilievo esecutivo è un servizio a pagamento, 250 euro + IVA nelle province di Latina e Roma e 350 euro + IVA a Frosinone, Rieti e Viterbo, e viene scalato per intero dall'ordine se il lavoro si fa.
Cosa chiedere: «Le misure che finiscono nell'ordine chi le prende, e in che momento? Se il serramento arriva fuori misura, chi lo rifà?».
Cosa deve risponderti: che le misure esecutive le prende un tecnico prima della conferma d'ordine, e che l'errore di misura è a carico di chi ha eseguito il rilievo. È la risposta più importante di tutta questa pagina, perché è quella che decide chi paga se qualcosa va storto.
Verifica 6: acconti, condizioni e ciò che c'è scritto dentro al contratto
Un preventivo per gli infissi che indica il numero di finestre e un totale non è un preventivo: è un biglietto. Ciò che stai comprando deve essere descritto in modo che, fra otto anni, chiunque legga quel foglio capisca cosa è stato installato.
Nel documento devono comparire almeno: il materiale e la serie o il sistema del profilo, il tipo di vetro con la sua composizione, la ferramenta, il colore o la finitura interna ed esterna, il numero e il tipo di aperture apertura per apertura, gli oscuranti e gli accessori (tapparelle, zanzariere, cassonetti, davanzali), la voce di posa e la modalità di intervento, cioè se si rimuove tutto o si posa sul telaio esistente. Quest'ultima è la voce che spiega la maggior parte delle differenze di prezzo fra due offerte apparentemente simili.
Sugli acconti non esiste una percentuale fissata dalla legge. È normale che un acconto ci sia, perché il serramento viene prodotto su misura e non è rivendibile ad altri: quello che deve essere scritto è l'importo, quando si versa, cosa succede se il cantiere si ferma e quanto resta a saldo dopo la posa e la verifica del lavoro. Un saldo interamente anticipato prima della posa ti toglie l'unica leva che hai per far sistemare una lavorazione fatta male.
Sui tempi, chiedi che siano indicati per iscritto e che sia scritto anche cosa succede se slittano. Le date di consegna dipendono da produzione e trasporti e possono cambiare: la differenza fra un fornitore serio e uno no non è promettere tempi brevi, è dirti per tempo che sono cambiati.
Un diritto che quasi nessuno conosce e che vale la pena verificare: se firmi il contratto a casa tua e non in showroom, si tratta di un contratto concluso fuori dai locali commerciali, per il quale il Codice del consumo prevede in via generale quattordici giorni di ripensamento. Attenzione però, perché lo stesso Codice esclude il diritto di recesso per i beni confezionati su misura o chiaramente personalizzati, categoria in cui i serramenti rientrano quasi sempre. È esattamente il tipo di dettaglio su cui pretendere chiarezza prima di firmare, non dopo.
Verifica 7: cosa succede il giorno dopo la posa
Chiedi chi verrà a regolare gli infissi dopo l'installazione e a quali condizioni, perché nei primi mesi è normale che serva almeno un intervento di registrazione. Un infisso è un oggetto meccanico che si muove migliaia di volte l'anno: le cerniere si assestano, le guarnizioni si comprimono, le ante hanno bisogno di essere registrate. Non è un difetto, è manutenzione ordinaria.
Non basta quindi chiedere «avete assistenza?», a cui risponderanno tutti di sì: conta come è organizzata. Chi viene fisicamente, la stessa squadra che ha posato o un call center? Le regolazioni del primo periodo sono comprese o si pagano a chiamata? Chi conserva la scheda tecnica del tuo ordine, con serie, colore, ferramenta e codici, che è l'unico modo per ordinare un ricambio compatibile fra dieci anni? E i ricambi di quel sistema sono reperibili, o si tratta di una serie fuori produzione?
Cosa chiedere: «Se fra tre anni si rompe un cricchetto o si abbassa un'anta, chi chiamo e cosa ho in mano per farlo?».
Cosa deve risponderti: un canale di contatto stabile e la conferma che l'ordine resta archiviato con i suoi dati tecnici. Un'azienda che opera sul territorio dove abiti ha un vantaggio strutturale su questo punto, e non è una questione di simpatia: il costo di tornare da te per una regolazione è sostenibile solo se sei a portata di furgone.
Chiudiamo con tre segnali che non provano nulla da soli, ma che meritano una domanda in più prima di firmare.
• Il preventivo che indica solo un totale e il numero di finestre, senza serie, vetro, ferramenta e voce di posa: non è confrontabile con nessun altro, ed è probabilmente costruito per non esserlo.
• Lo sconto valido solo se firmi oggi: un prezzo corretto resta corretto anche domani, e la fretta serve a impedirti di fare esattamente le verifiche descritte qui.
• La differenza di prezzo molto ampia rispetto alle altre offerte senza una ragione spiegabile: un prezzo più basso può essere legittimo, ma deve essere riconducibile a una voce precisa (una serie diversa, un vetro diverso, la posa sul telaio esistente invece della rimozione completa). Se nessuno sa dirti quale voce, la differenza è probabilmente nella posa o nel servizio dopo la vendita.
Punti chiave
- Chiedi la dichiarazione di prestazione (DoP) del serramento marcato CE secondo la UNI EN 14351-1, con le classi di tenuta e il valore di trasmittanza Uw.
- Chiedi come viene eseguita la posa e pretendi che sia una voce descritta nel preventivo, non una parola sola.
- Chiedi chi rilascia la dichiarazione sui requisiti di trasmittanza e chi trasmette la pratica ENEA per la detrazione, e se è compreso nel prezzo.
- Chiedi la garanzia per iscritto, distinguendo quella del produttore da quella sulla posa, e chi interviene materialmente se qualcosa non va.
- Chiedi chi prende le misure esecutive, in che momento e chi risponde se il serramento arriva fuori misura.
- Chiedi che acconti, saldo e condizioni siano scritti nel contratto, insieme alla descrizione precisa di ciò che stai comprando e a cosa succede se le date slittano.