Aria, acqua e vento: tre norme che misurano cose diverse
Le tre classificazioni rispondono a tre domande diverse e vanno lette insieme, non in alternativa. La permeabilità all'aria (UNI EN 12207) misura quanta aria passa attraverso il serramento chiuso quando c'è una differenza di pressione tra interno ed esterno: è la misura degli spifferi e delle dispersioni per infiltrazione. La tenuta all'acqua (UNI EN 12208) misura fino a quale pressione del vento la finestra impedisce all'acqua piovana di penetrare: è la resistenza alla pioggia battente. La resistenza al carico del vento (UNI EN 12210) misura invece quanto il serramento si deforma e resiste strutturalmente sotto la spinta delle raffiche, senza danneggiarsi né perdere funzionalità. Ognuna ha il proprio metodo di prova di laboratorio: la EN 1026 per l'aria, la EN 1027 per l'acqua, la EN 12211 per il vento. Le prove si eseguono su un campione reale del serramento montato su un banco di prova pressurizzato. È importante capire che un buon valore in una categoria non implica un buon valore nelle altre: un serramento può avere ottima tenuta all'acqua ma modesta classe al vento, o viceversa. Per questo la scelta corretta parte dalla destinazione d'uso reale (piano, esposizione, altezza dell'edificio, vicinanza al mare) e non da un singolo numero preso isolatamente.
Permeabilità all'aria (UNI EN 12207): le classi da 0 a 4
La UNI EN 12207 classifica il serramento in cinque livelli: Classe 0 (nessuna prestazione dichiarata o non conforme) e poi le Classi da 1 a 4, dove la 4 è la migliore. La prova, secondo la EN 1026, sottopone il serramento a gradini crescenti di pressione e misura la portata d'aria che filtra, normalizzata sia rispetto alla superficie totale (m³/h per m²) sia rispetto alla lunghezza dei giunti apribili (m³/h per metro lineare). Più alta è la classe, minore è l'aria che passa e maggiore è la pressione massima di prova che il serramento sopporta mantenendo la tenuta: la Classe 4 è verificata fino a 600 Pa (una pressione che corrisponde grosso modo a un vento molto forte). A titolo indicativo, un serramento in Classe 4 lascia passare quantità d'aria molto contenute anche a pressioni elevate, mentre una Classe 1 già a basse pressioni presenta infiltrazioni sensibili. Per l'efficienza energetica questa è la classe più rilevante in assoluto: le infiltrazioni d'aria sono una via di dispersione termica che si somma a quella per trasmittanza, e in inverno significano correnti fredde percepite vicino alla finestra. Va però ricordato un principio spesso trascurato: una tenuta all'aria molto spinta impone di gestire con attenzione il ricambio d'aria degli ambienti (ventilazione naturale programmata o meccanica controllata), per evitare umidità e condensa. Chiudere gli spifferi senza pensare al ricambio sposta il problema, non lo risolve.
Tenuta all'acqua (UNI EN 12208): dalle classi 1A-9A alla classe E
La UNI EN 12208 stabilisce fino a quale pressione, espressa in Pascal, il serramento resta impermeabile all'acqua durante la prova EN 1027, in cui il campione viene irrorato con una portata d'acqua costante mentre la pressione dell'aria aumenta a gradini. La classificazione usa un numero seguito da una lettera che indica il metodo di prova: il metodo A si applica ai serramenti completamente esposti (installazione senza protezioni sopra, come sporgenze di gronda), il metodo B a quelli parzialmente protetti. Con il metodo A le classi vanno da 1A a 9A: la Classe 9A corrisponde a tenuta all'acqua fino a 600 Pa, cioè in presenza di vento intenso. Oltre la 9A esiste una classificazione aperta indicata con la lettera E seguita dal valore di pressione (per esempio E750, E900, E1050 e oltre), riservata a prestazioni superiori raggiunte con una procedura di prova specifica: è la fascia per condizioni particolarmente severe. Un serramento con classe di tenuta all'acqua bassa, montato su una facciata molto esposta alla pioggia battente accompagnata da vento, può lasciar entrare acqua ai giunti o davanzali anche se il telaio è perfettamente sano. Sul litorale, dove le mareggiate e i temporali arrivano spesso con raffiche cariche di pioggia, la classe di tenuta all'acqua non è un dettaglio: va scelta in funzione dell'esposizione reale della facciata e dell'altezza dal suolo, perché la pressione del vento cresce con la quota.
Resistenza al carico del vento (UNI EN 12210): pressione e deformazione
La UNI EN 12210 valuta due aspetti distinti, ed è per questo che la sua sigla è composta da un numero e una lettera. Il numero, da 1 a 5, indica la classe di pressione del vento a cui il serramento è stato provato secondo la EN 12211: convenzionalmente la classe 1 corrisponde a 400 Pa, la 2 a 800 Pa, la 3 a 1200 Pa, la 4 a 1600 Pa e la 5 a 2000 Pa (la classe 0 indica prestazione non dichiarata o inferiore alla classe 1). La lettera — A, B o C — indica invece la classe di deformazione frontale ammessa sotto carico, cioè quanto l'elemento più sollecitato può inflettersi: la classe A ammette una freccia relativa fino a 1/150 della lunghezza, la B fino a 1/200, la C fino a 1/300, quindi la C è la più rigida. Una sigla come C5 descrive perciò un serramento provato alla pressione più alta e con la minima deformazione ammessa; una A1 è agli antipodi. Questa classe ha una duplice valenza: strutturale (l'infisso non deve danneggiarsi né compromettere l'ancoraggio) e funzionale, perché una deformazione eccessiva sotto raffica apre microfessure ai giunti e fa peggiorare, in quel momento, sia la tenuta all'aria sia quella all'acqua. Ecco perché le tre classi vanno lette insieme: la resistenza al vento è anche il presupposto perché aria e acqua mantengano le loro prestazioni nelle giornate di vento forte, quelle in cui le prestazioni servono davvero.
Dove leggere le classi: marcatura CE e Dichiarazione di Prestazione
Per i serramenti esterni la marcatura CE è obbligatoria in base alla norma armonizzata UNI EN 14351-1, nel quadro del Regolamento UE 305/2011 sui prodotti da costruzione (CPR). Il documento che raccoglie tutte le prestazioni dichiarate dal fabbricante è la DoP, la Dichiarazione di Prestazione: è il riferimento più affidabile e va richiesto e conservato. Sulla DoP e sull'etichetta CE si trovano, tra le altre, proprio le tre classi: permeabilità all'aria secondo EN 12207, tenuta all'acqua secondo EN 12208 e resistenza al carico del vento secondo EN 12210, oltre alla trasmittanza termica Uw, all'abbattimento acustico e ad altre caratteristiche. Attenzione a un punto tecnico: la classe dichiarata si riferisce a una specifica configurazione provata (dimensioni, tipologia di apertura, tipo di vetro e di guarnizioni). Una prestazione può essere ottenuta con prova diretta su campione oppure per estensione/tabella secondo le regole della norma; ciò che conta è che sia coerente con il prodotto effettivamente fornito. Diffidare di valori riportati solo su brochure senza riscontro in DoP. Se una caratteristica è indicata come "NPD" (Nessuna Prestazione Determinata) significa che il fabbricante non l'ha dichiarata: non è di per sé illegale per le voci non soggette a soglia, ma è un'informazione mancante di cui tenere conto nel confronto tra preventivi.
Perché queste classi contano per comfort e bolletta (Latina e Roma)
Le tre classi incidono sul benessere quotidiano e sui consumi in modi complementari. La permeabilità all'aria pesa direttamente sulla bolletta: una tenuta scadente significa aria fredda che entra d'inverno e aria condizionata che se ne va d'estate, con dispersioni che si sommano a quelle del vetro e del telaio. La tenuta all'acqua protegge muri, davanzali e finiture interne dalle infiltrazioni, prevenendo muffe e danni. La resistenza al vento garantisce che tutto questo continui a valere anche nelle giornate ventose. Va però tenuta distinta la trasmittanza termica Uw, che è il parametro fiscale di riferimento: per accedere all'ecobonus, il DM 6 agosto 2020 (Allegato E) fissa valori limite di Uw per zona climatica. Latina ricade in zona climatica C e Roma in zona D; per queste due zone i limiti di Uw per la sostituzione degli infissi si collocano indicativamente intorno a 1,75 W/m²K per la zona C e 1,67 W/m²K per la zona D — è comunque essenziale verificare la tabella vigente al momento dei lavori. Il clima del litorale pontino, mite ma umido e battuto dai venti di mare, rende sensato non fermarsi al minimo di legge sulla trasmittanza e considerare con cura anche le classi di aria, acqua e vento: sono queste, più della sola Uw, a decidere se in una giornata di scirocco con pioggia la finestra farà davvero il suo lavoro. La comunicazione dei lavori all'ENEA, quando si accede alle detrazioni, resta un adempimento obbligatorio a parte.
Il legame con la posa: la classe non basta se l'installazione è sbagliata
Le classi UNI EN 12207, 12208 e 12210 certificano il serramento come prodotto, provato in laboratorio su un banco a tenuta. In cantiere, però, la prestazione reale dipende in misura decisiva dal giunto tra il telaio e la parete: se il perimetro non è sigillato correttamente, un serramento in Classe 4 di permeabilità può comportarsi in opera come uno di classe molto più bassa, perché l'aria e l'acqua trovano una via dove nessuna prova le ha misurate. La posa in opera qualificata dei serramenti è oggetto della norma UNI 11673, che definisce requisiti e figure professionali per un'installazione a regola d'arte; il principio è realizzare un giunto a tre livelli — tenuta all'aria e al vapore verso l'interno, isolamento e riempimento al centro, tenuta all'acqua e traspirazione verso l'esterno — con materiali compatibili (nastri autoespandenti, membrane, sigillanti idonei) e non con la sola schiuma poliuretanica lasciata a vista. Su una facciata esposta al mare, dove l'acqua arriva spinta dal vento e con una componente salina aggressiva, la cura del nodo di posa e la scelta di classi adeguate all'esposizione valgono quanto la qualità del profilo. In sintesi: la classe dichiarata è la promessa del prodotto, la posa è ciò che la mantiene. Chiedere sempre come verrà realizzato il giunto perimetrale è parte della scelta tanto quanto leggere la sigla sulla DoP.
Punti chiave
- Le tre classi misurano cose diverse e vanno lette insieme: aria (EN 12207, classi 1-4), acqua (EN 12208, fino a 9A e oltre con classe E), vento (EN 12210, pressione 1-5 e deformazione A/B/C).
- Nelle sigle, il valore più alto è il migliore: Classe 4 per l'aria, 9A per l'acqua, C5 per il vento (massima pressione e minima deformazione).
- Le classi ufficiali si leggono sulla marcatura CE e sulla Dichiarazione di Prestazione (DoP) prevista dalla norma UNI EN 14351-1: chiederla e conservarla; attenzione alle voci indicate come NPD.
- La trasmittanza termica Uw è un parametro distinto ed è quello fiscale: per l'ecobonus vanno rispettati i limiti per zona climatica (Latina in zona C, Roma in zona D) del DM 6 agosto 2020.
- La classe è certificata in laboratorio, ma in opera conta il giunto di posa: un'installazione scorretta (UNI 11673) può vanificare anche una Classe 4.
- Sul litorale pontino, esposto a vento e pioggia battente salina, tenuta all'acqua e resistenza al vento pesano quanto la trasmittanza.