Cos'è il potere fonoisolante e l'indice Rw
Il potere fonoisolante R di un elemento (parete, porta, finestra) misura quanta energia sonora l'elemento blocca tra un ambiente e l'altro. Si esprime in decibel (dB) e varia con la frequenza: un serramento isola in modo diverso i suoni bassi (un camion che passa) rispetto agli acuti (una voce squillante). Per non dover leggere una curva a decine di frequenze, la norma sintetizza il comportamento in un unico numero: l'indice di valutazione Rw (weighted, cioè ponderato).
Poi c'è la questione della scala. I decibel sono logaritmici: un aumento di circa 10 dB corrisponde grosso modo a un dimezzamento percepito della rumorosità, mentre 3 dB in più equivalgono a dimezzare l'energia sonora trasmessa.
Passare da un serramento con Rw 30 dB a uno con Rw 40 dB non è un miglioramento del 30%: è un salto molto rilevante all'orecchio. Allo stesso tempo, non esistono finestre 'insonorizzate' in senso assoluto: si riduce il rumore, non lo si azzera.
Come si misura: UNI EN ISO 10140 e la valutazione secondo UNI EN ISO 717-1
Il valore Rw dichiarato di un serramento nasce in laboratorio. La serie di norme UNI EN ISO 10140 definisce come si misura il potere fonoisolante degli elementi edilizi: due camere acusticamente separate, una sorgente sonora, microfoni, e la misura della differenza di livello banda per banda (in terzi d'ottava). La UNI EN ISO 717-1 stabilisce invece come trasformare quella curva di misura nell'indice unico Rw, confrontandola con una curva di riferimento e ricavando il valore ponderato.
La 717-1 introduce anche due termini di adattamento spettrale, C e Ctr, che si scrivono tra parentesi: ad esempio Rw (C; Ctr) = 40 (-1; -4) dB.
Il termine C corregge il valore per rumori a spettro 'rosa', tipici di voci, musica, TV; il termine Ctr lo corregge per il rumore da traffico stradale urbano e ferroviario a bassa velocità, più ricco di basse frequenze. Poiché C e Ctr sono in genere negativi, sommandoli a Rw si ottiene la prestazione reale nei confronti di quella specifica sorgente.
I requisiti acustici passivi degli edifici: il DPCM 5/12/1997
In Italia il riferimento cogente per l'acustica degli edifici è il DPCM 5 dicembre 1997, 'Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici', pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 297 del 22/12/1997 e applicabile agli edifici il cui titolo abilitativo (concessione/permesso) è successivo alla sua entrata in vigore. Il decreto classifica gli immobili per categoria d'uso (residenze, uffici, alberghi, ospedali, scuole, attività commerciali e ricreative) e fissa i valori minimi di prestazione.
Tra i parametri regolati c'è l'isolamento acustico standardizzato di facciata, indicato con D2m,nT,w, misurato in opera a 2 metri dalla facciata. Per le residenze e gli alberghi il limite è tipicamente 40 dB, per gli uffici e gli edifici commerciali 42 dB, per gli ospedali 45 dB e per le scuole 48 dB.
Questo requisito, però, riguarda l'intera facciata, non il singolo serramento. Il valore Rw della finestra, quindi, è solo una parte del risultato: in opera pesano anche murature, cassonetti, prese d'aria e qualità della posa. Il DPCM è una cosa diversa dai limiti di rumore ambientale della Legge quadro 447/1995 sull'inquinamento acustico e dalla zonizzazione comunale.
Il ruolo del vetro: massa, spessori asimmetrici e stratificato acustico
Nel serramento la superficie vetrata è quasi sempre l'anello più esteso e va scelta con attenzione. Il primo principio è la legge di massa: a parità di altre condizioni, più il vetro è pesante più isola, soprattutto alle frequenze medio-basse.
Ma la sola massa non basta, perché entra in gioco la frequenza critica (o effetto di coincidenza): in una certa banda di frequenza il vetro 'risuona' e l'isolamento crolla localmente. Ogni spessore di vetro ha la sua frequenza critica.
Da qui due accorgimenti. Primo, gli spessori asimmetrici: una vetrocamera con lastre di spessore diverso (per esempio 4 mm e 6 mm anziché due da 4 mm) sposta le due frequenze critiche su valori differenti, evitando che i cali coincidano e migliorando la prestazione media.
Secondo, il vetro stratificato acustico: due lastre unite da uno o più film di PVB acustico, una plastica smorzante che dissipa le vibrazioni e attenua proprio l'effetto di coincidenza, con benefici marcati sulle alte frequenze. Per l'acustica, poi, un buon stratificato può rendere più di una vetrocamera 'doppia' generica: l'intercapedine e il gas incidono molto sul risparmio termico, meno sul fonoisolamento.
Il ruolo di guarnizioni, ferramenta e tenuta all'aria
La tenuta all'aria e quella al suono vanno di pari passo, e spesso non ci si pensa. Uno spiffero d'aria è anche un passaggio per il rumore, e basta una piccola fessura continua lungo il perimetro per abbattere di diversi decibel la prestazione di un serramento altrimenti valido.
Per questo contano le battute multiple (doppia o tripla guarnizione), le guarnizioni continue e in buono stato, e una ferramenta con più punti di chiusura perimetrali che schiacci uniformemente l'anta contro il telaio.
Conta anche la manutenzione: con gli anni le guarnizioni si induriscono o si schiacciano e perdono elasticità e tenuta. Anche il tipo di apertura ha un ruolo: un serramento a battente con buona ferramenta chiude in modo più ermetico di soluzioni con tenute meno spinte. Quando scegli, chiedi sempre la prestazione dell'intero serramento certificato (telaio + vetro + guarnizioni), non il solo dato del vetro.
La posa in opera e i punti deboli: cassonetto, prese d'aria e giunti
In casa, però, la prestazione reale la fa la posa. Il giunto tra controtelaio e muratura, se non sigillato con continuità (schiume, nastri e sigillanti adeguati), diventa una via di fuga per il rumore che vanifica un vetro costoso. Una posa fatta bene, con giunto primario e secondario curati, fa parte del risultato acustico.
Ci sono poi due punti deboli. Il cassonetto dell'avvolgibile è spesso il ponte acustico principale: un cassonetto non coibentato e non a tenuta può isolare molto meno del serramento sottostante, diventando l'anello debole della facciata. Le prese d'aria e gli aeratori, a volte necessari per il ricambio d'aria o per apparecchi a gas, sono per definizione dei fori: riducono l'isolamento e vanno scelti in versioni fonoisolanti quando il contesto è rumoroso.
Scegliere in base al contesto: strade trafficate a Latina e Roma
Il rumore non è tutto uguale, e la scelta del serramento va tarata sulla sorgente prevalente. A Latina come a Roma, se abiti su un viale, su una consolare o vicino al Raccordo, il rumore che pesa di più è quello del traffico, ricco di basse frequenze.
In questi casi non basta guardare l'indice Rw: conviene osservare Rw sommato al termine Ctr, che descrive proprio la prestazione contro il rumore da traffico. Un serramento con Rw alto ma Ctr molto negativo può deludere su strada.
Come ordini di grandezza indicativi (non garanzie, perché dipende dal sistema e dalla posa): un serramento con vetrocamera ordinaria si colloca spesso attorno a Rw 30-33 dB; con vetri a spessori asimmetrici, stratificato acustico e buona ferramenta si arriva comunemente a 38-42 dB; le soluzioni più spinte superano i 43-45 dB. Per un affaccio su strada molto trafficata ha senso puntare alla fascia alta e curare con molta attenzione cassonetto e giunti.
Punti chiave
- Rw è l'indice sintetico del potere fonoisolante in dB: nasce in laboratorio (UNI EN ISO 10140) e si calcola secondo UNI EN ISO 717-1.
- I termini C e Ctr correggono Rw per la sorgente reale: per chi vive su strada trafficata conta soprattutto Rw sommato a Ctr (rumore da traffico).
- Il DPCM 5/12/1997 fissa i requisiti acustici passivi degli edifici, tra cui l'isolamento di facciata D2m,nT,w, riferito all'intera facciata e non al solo serramento.
- Sul vetro contano massa, spessori asimmetrici e stratificato con PVB acustico: per il fonoisolamento un buon stratificato spesso rende più di una vetrocamera doppia generica.
- Guarnizioni, ferramenta multipunto e tenuta all'aria sono decisivi: uno spiffero continuo abbatte la prestazione.
- La posa e i punti deboli (cassonetto avvolgibile, prese d'aria, giunti muro-telaio) determinano il risultato reale in casa, molto più del solo numero certificato.