Due strade per detrarre la sostituzione degli infissi
La sostituzione delle finestre comprensive di infissi può rientrare in due agevolazioni distinte. La prima è l'Ecobonus, cioè la detrazione per la riqualificazione energetica degli edifici (art. 14 del D.L. 63/2013): premia gli interventi che migliorano la prestazione termica dell'immobile e richiede il rispetto di specifici valori di trasmittanza. La seconda è il Bonus ristrutturazione, detto anche Bonus Casa (detrazione per il recupero del patrimonio edilizio, art. 16-bis del TUIR): copre la sostituzione degli infissi quando è inserita in un intervento edilizio più ampio o comunque comporta risparmio energetico. Non si possono cumulare sulla stessa spesa: per ogni fattura si sceglie un binario. Capire quale conviene dipende dal tipo di lavoro, dall'immobile e dalla capienza fiscale del contribuente.
Aliquote 2026: 50% sull'abitazione principale, 36% sugli altri immobili
Per le spese sostenute nel 2026, la Legge di Bilancio ha unificato le percentuali sia per l'Ecobonus sia per il Bonus ristrutturazione. La detrazione è pari al 50% se l'intervento riguarda l'unità immobiliare adibita ad abitazione principale del titolare del diritto (proprietario o titolare di un diritto reale che vi risiede). Scende al 36% in tutti gli altri casi, ad esempio seconde case, immobili locati o a disposizione. L'importo si recupera in dichiarazione dei redditi ripartito in dieci quote annuali di pari importo. È un dato importante da mettere a preventivo: sostituire gli stessi infissi sulla prima casa o su una seconda casa produce un beneficio fiscale sensibilmente diverso.
Requisiti di trasmittanza termica: il valore Uw da rispettare
L'agevolazione, soprattutto in Ecobonus, non è automatica: il nuovo serramento deve garantire un preciso livello di isolamento. Secondo il vademecum ENEA, l'intervento deve configurarsi come sostituzione di elementi già esistenti (non come nuova installazione) e riguardare finestre, lucernari o porte-finestra che delimitano il volume riscaldato verso l'esterno o verso vani non riscaldati. I valori di trasmittanza termica Uw dei nuovi infissi devono essere inferiori o uguali ai valori limite fissati dalla Tabella 1 dell'Allegato E del D.M. 6 agosto 2020 (per i lavori iniziati dal 6 ottobre 2020), differenziati per zona climatica: più il clima è rigido, più il valore richiesto è stringente. Latina città rientra in zona climatica C, mentre Roma è in zona climatica D: il valore-obiettivo di Uw va quindi verificato caso per caso sulla base della zona in cui si trova l'immobile. Il rispetto del requisito viene attestato dall'asseverazione del tecnico o, per la sola sostituzione di infissi nelle singole unità immobiliari, dalla dichiarazione del fornitore o installatore.
Massimali: quanto si può detrarre
I due bonus hanno tetti costruiti in modo diverso. Nell'Ecobonus per la sostituzione di serramenti e infissi il limite è espresso come detrazione massima: 60.000 euro per unità immobiliare. Questo tetto resta invariato anche quando l'intervento sugli infissi è eseguito insieme alla coibentazione dell'involucro. Nel Bonus ristrutturazione, invece, il limite è espresso come spesa massima agevolabile: 96.000 euro per unità immobiliare, sui quali si applica l'aliquota. Sono due logiche differenti che, in base all'entità del lavoro e all'aliquota spettante, possono rendere più conveniente l'uno o l'altro percorso. Per un intervento di sola sostituzione infissi di taglio residenziale è raro raggiungere i massimali, ma vanno tenuti presenti quando le finestre si inseriscono in una ristrutturazione più ampia.
Ecobonus o Bonus ristrutturazione: come orientarsi
A parità di aliquota nel 2026 (50% o 36% a seconda dell'immobile), la scelta si gioca su altri elementi. L'Ecobonus impone il rispetto dei valori di trasmittanza Uw e una asseverazione tecnica più strutturata, ma è la via naturale quando l'obiettivo è il risparmio energetico e il serramento è ad alte prestazioni. Il Bonus ristrutturazione è spesso la scelta quando la sostituzione degli infissi fa parte di un intervento edilizio più esteso (per esempio una manutenzione straordinaria) e la contabilizzazione avviene nell'ambito di quel cantiere. Attenzione: anche il Bonus Casa richiede la comunicazione ENEA quando l'intervento comporta risparmio energetico. La convenienza concreta dipende dalla natura dei lavori, dalla documentazione disponibile e dalla capienza fiscale su dieci anni: è una valutazione da fare prima di firmare l'ordine, non dopo.
La pratica ENEA: scheda descrittiva entro 90 giorni
Per accedere alla detrazione occorre trasmettere all'ENEA la scheda descrittiva dell'intervento entro 90 giorni dalla data di fine lavori o di collaudo, esclusivamente attraverso il portale dedicato all'anno in cui i lavori terminano (detrazionifiscali.enea.it per l'Ecobonus; il canale bonuscasa per gli interventi in ristrutturazione con risparmio energetico). Per la singola unità immobiliare, univocamente individuata al Catasto, la scheda può essere compilata anche direttamente dal beneficiario; negli altri casi (ad esempio parti comuni condominiali) deve redigerla un tecnico abilitato. Al termine dell'invio il sistema rilascia un codice identificativo CPID, prova dell'avvenuta trasmissione, che va conservato insieme alla stampa della e-mail ENEA. Se la sostituzione dell'infisso comprende anche la chiusura oscurante (persiane, avvolgibili, scuri) installata contestualmente, va spuntata l'apposita voce e indicato l'importo complessivo.
Documenti da conservare e pagamenti tracciabili
Oltre alla scheda ENEA con CPID, il beneficiario deve conservare una serie di documenti. Sul piano tecnico: l'asseverazione del tecnico abilitato sui requisiti (o, per la sola sostituzione infissi in singole unità, la dichiarazione del fornitore/installatore che attesta il rispetto dei valori di trasmittanza), le schede tecniche di prodotto con marcatura CE e relativa dichiarazione di prestazione (DoP). L'Attestato di Prestazione Energetica (APE) non è richiesto per la sostituzione degli infissi nelle singole unità immobiliari. Sul piano amministrativo servono le fatture e la ricevuta del bonifico bancario o postale dedicato (il cosiddetto bonifico parlante), con la causale che richiama la norma agevolativa, il codice fiscale del beneficiario e la partita IVA del destinatario. La corretta tracciabilità dei pagamenti è condizione per non perdere la detrazione: è uno degli errori più frequenti.
Cosa può cambiare dal 2027
Le percentuali qui descritte valgono per le spese del 2026 e sono confermate dal quadro normativo vigente. Va però segnalato con onestà che dal 2027 è già prevista una riduzione: la detrazione scenderà, in via generale, al 36% per l'abitazione principale e al 30% per gli altri immobili, e ulteriori interventi del legislatore potrebbero modificare requisiti e massimali. Chi sta valutando la sostituzione delle finestre ha quindi una finestra temporale più favorevole nel 2026. Le condizioni definitive dipenderanno dalle leggi di bilancio future: prima di programmare l'intervento conviene sempre verificare l'aggiornamento sulle fonti ufficiali dell'Agenzia delle Entrate e dell'ENEA.
Punti chiave
- Nel 2026 la detrazione per la sostituzione degli infissi è del 50% sull'abitazione principale e del 36% sugli altri immobili, sia in Ecobonus sia in Bonus ristrutturazione, recuperata in 10 quote annuali.
- L'Ecobonus richiede il rispetto dei valori di trasmittanza termica Uw (Tabella 1, Allegato E, D.M. 6 agosto 2020), differenziati per zona climatica: Latina è in zona C, Roma in zona D.
- Massimali diversi: Ecobonus infissi fino a 60.000 euro di detrazione per unità immobiliare; Bonus ristrutturazione fino a 96.000 euro di spesa agevolabile per unità immobiliare.
- Va trasmessa all'ENEA la scheda descrittiva entro 90 giorni dalla fine lavori, con rilascio del codice CPID; per le singole unità basta la dichiarazione del fornitore/installatore al posto dell'asseverazione.
- Pagamenti solo con bonifico parlante e fatture da conservare; APE non richiesto per la sostituzione infissi nelle singole unità immobiliari.
- Le aliquote 2026 sono confermate ma soggette a riduzione dal 2027 (36% abitazione principale, 30% altri immobili).