Che cos'è il Conto Termico 3.0 e cosa cambia dal 2026
Il Conto Termico è un incentivo statale gestito dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici) che, a differenza dei bonus fiscali, non funziona come detrazione dal reddito ma come contributo a fondo perduto: un rimborso in denaro versato direttamente al beneficiario. La versione 3.0 è in vigore dal 25 dicembre 2025 e sostituisce il precedente Conto Termico 2.0, che resta valido solo per gli interventi conclusi entro tale data. La dotazione complessiva annua è di 900 milioni di euro, suddivisi tra soggetti privati, imprese e Pubbliche Amministrazioni. Le novità principali della 3.0 riguardano l'ampliamento delle tecnologie ammesse, l'apertura ai privati per interventi di efficienza in ambito terziario, il sostegno alle diagnosi energetiche avanzate e la partecipazione delle comunità energetiche. Per accedere occorre operare su edifici esistenti, accatastati e già dotati di un impianto di climatizzazione preesistente.
Cosa incentiva sugli infissi: la categoria 1B
La sostituzione di finestre e portefinestre comprensive di infisso rientra tra gli interventi di efficienza energetica dell'involucro, la categoria delle chiusure trasparenti (indicata come 1B). Il Conto Termico non premia però la semplice sostituzione: il requisito tecnico è che il nuovo serramento raggiunga i valori di trasmittanza termica richiesti e, aspetto spesso sottovalutato, che l'intervento sia accompagnato da sistemi di regolazione della temperatura, come valvole termostatiche o dispositivi di termoregolazione sull'impianto di riscaldamento. In pratica non basta cambiare le finestre: serve un intervento coerente con la logica del risparmio energetico complessivo. Sono ammessi anche gli oneri professionali e, in generale, i costi direttamente collegati alla realizzazione dell'opera nei limiti fissati dal GSE. La verifica dei requisiti passa da un'asseverazione tecnica di conformità e dalla documentazione fotografica dello stato prima e dopo i lavori.
Percentuali, massimali e maggiorazioni
Per la sostituzione delle chiusure trasparenti il Conto Termico 3.0 riconosce un incentivo pari al 40% delle spese ammissibili, valido per tutti i beneficiari ammessi. La spesa è calcolata entro un massimale unitario indicato dal GSE, dell'ordine di 700-800 euro al metro quadro a seconda della tipologia, e l'incentivo massimo erogabile per questo intervento arriva fino a 500.000 euro. È prevista una maggiorazione del 10% qualora vengano impiegati componenti prodotti esclusivamente all'interno dell'Unione Europea: un elemento che premia le filiere continentali e che vale la pena valutare in fase di scelta tecnica. Va ricordato che il contributo copre una quota della spesa e non la totalità: il 40% è il riferimento di base per gli infissi, mentre percentuali più alte (fino al 65% o al 100%) riguardano altre categorie di intervento o soggetti specifici, come i piccoli Comuni e determinati edifici pubblici, e non le finestre di un'abitazione privata.
Come e quando vengono erogati gli incentivi
L'erogazione avviene dopo la conclusione dei lavori e la sottoscrizione della cosiddetta Scheda-Contratto con il GSE. Le modalità dipendono dall'importo complessivo dell'incentivo. Se l'importo è pari o inferiore a 15.000 euro, il contributo viene versato in un'unica soluzione. Se invece supera i 15.000 euro, viene ripartito in rate annuali costanti lungo un arco di cinque anni. I tempi tecnici prevedono il pagamento entro l'ultimo giorno del mese successivo alla fine del bimestre in cui ricade il perfezionamento della Scheda-Contratto. È importante avere chiaro questo meccanismo: a differenza di una detrazione che alleggerisce le tasse anno per anno, qui il denaro rientra sotto forma di bonifico dal GSE, e per gli importi più consistenti la restituzione è distribuita nel tempo. Occorre inoltre rispettare le scadenze procedurali, in particolare l'invio della richiesta di accesso diretto entro i termini stabiliti dalla conclusione dell'intervento.
Chi può usarlo davvero per gli infissi: il punto onesto
Qui sta il dettaglio decisivo, spesso taciuto. Per la sostituzione degli infissi il Conto Termico 3.0 si rivolge alle Pubbliche Amministrazioni e ai soggetti privati che operano in ambito terziario, cioè su edifici non residenziali come uffici, attività commerciali, strutture ricettive o direzionali. Per l'abitazione privata residenziale, la casa in cui si vive, lo strumento fiscale di riferimento per le finestre resta l'Ecobonus, non il Conto Termico. Diciamolo con chiarezza per evitare aspettative sbagliate: se un privato deve rifare gli infissi della propria abitazione a Latina o a Roma, nella maggior parte dei casi la strada corretta è la detrazione fiscale, mentre il Conto Termico entra in gioco quando l'immobile ha destinazione terziaria o quando il committente è un ente pubblico. Prima di impostare qualsiasi pratica è quindi essenziale inquadrare correttamente la destinazione d'uso dell'edificio e la natura del beneficiario.
Conto Termico 3.0 e Ecobonus a confronto
I due strumenti seguono logiche diverse e non sono cumulabili tra loro sullo stesso intervento. L'Ecobonus è una detrazione fiscale, oggi nella fascia indicativa del 50%, che si recupera dall'imposta in più anni e si rivolge principalmente al residenziale privato; non prevede un massimale rigido di contributo come il Conto Termico, ma vincola il beneficio alla capienza fiscale del contribuente. Il Conto Termico, invece, è un contributo a fondo perduto del 40% per gli infissi, erogato in denaro dal GSE, con un tetto massimo per intervento e una platea limitata a PA e privati nel terziario; è particolarmente interessante per chi ha poca capienza fiscale e preferisce un rimborso liquido a una detrazione. In sintesi: per la casa privata guarda tipicamente all'Ecobonus; per l'immobile terziario o l'ente pubblico il Conto Termico può risultare più conveniente, soprattutto se non si è in grado di sfruttare pienamente una detrazione.
Quando conviene scegliere il Conto Termico per gli infissi
La convenienza dipende da tre fattori: la destinazione d'uso dell'edificio, la capienza fiscale del committente e la preferenza tra rimborso in denaro e detrazione. Il Conto Termico tende a convenire quando l'intervento riguarda un immobile terziario o pubblico, quando il beneficiario non ha imposte sufficienti per assorbire una detrazione pluriennale, e quando si preferisce ricevere materialmente un contributo dal GSE. Va invece confrontato con attenzione se l'importo dell'incentivo supera i 15.000 euro, perché in quel caso il rientro avviene in cinque annualità. Per l'abitazione residenziale privata, come già detto, lo strumento naturale sugli infissi resta la detrazione. La valutazione non è mai standardizzabile: richiede un'analisi caso per caso su edificio, requisiti tecnici dei serramenti e profilo del beneficiario, meglio se con il supporto di un tecnico abilitato che curi asseverazione e documentazione.
Punti chiave
- Il Conto Termico 3.0 è in vigore dal 25 dicembre 2025 ed eroga un contributo a fondo perduto tramite il GSE, non una detrazione fiscale.
- Sugli infissi (chiusure trasparenti, categoria 1B) l'incentivo è pari al 40% delle spese ammissibili, entro massimali di circa 700-800 euro al metro quadro e fino a 500.000 euro di contributo.
- L'intervento sulle finestre è ammesso se accompagnato da sistemi di termoregolazione (ad esempio valvole termostatiche) e nel rispetto dei valori di trasmittanza richiesti.
- Erogazione in un'unica rata fino a 15.000 euro di incentivo, in cinque rate annuali costanti oltre tale soglia.
- Per gli infissi la platea è limitata a Pubbliche Amministrazioni e privati in ambito terziario: per la casa residenziale privata lo strumento resta l'Ecobonus.
- Prevista una maggiorazione del 10% per componenti prodotti interamente nell'Unione Europea; Conto Termico ed Ecobonus non sono cumulabili sullo stesso intervento.